95
#IZ40. Happy birthday, Ibra. 40 anni festeggiati con una vittoria del Milan e con una Ferrari da 500mila euro. Può bastare? Non a Zlatan. Lo sa anche la moglie Helena, che per l'occasione, ieri sera, gli ha organizzato una festa a sorpresa a Milano. Tra gli invitati c'era Luciano Moggi, l'ex dirigente della Juventus che portò Ibra in Italia nel 2004 dall'Ajax: "E' stata una bellissima festa - racconta Moggi in esclusiva su Calciomercato.com - C'erano tanti campioni. Da Galliani a Donnarumma, passando per Pogba, Cassano, Gattuso e molti altri. Alla fine è arrivata tutta la squadra da Bergamo dopo la vittoria con l'Atalanta. E' stato davvero bello".

Una sfilata di calciatori e non solo.
"Ibra è un personaggio che attrae. Lo considero tra i miei giocatori più importanti perché ha dato risultati enormi a me ma anche a tutto il calcio italiano; e continua a darli. E' difficile fare a meno di lui. E poi, fuori dal campo, ha tantissimi amici ai quali ha fatto piacere venire alla sua festa. E' un ragazzo che ragiona con la testa, sia in campo che fuori".

Ma è vero che è stata una festa a sorpresa?
"Sì, gliel'ha organizzata la moglie allo Hyatt di Milano. L'invito me l’ha mandato lei. Ancora oggi sono rimasto in contatto con tutti e due, ogni tanto riusciamo anche a vederci”.

C'era qualcuno che non vedeva da tanto tempo e le ha fatto piacere rincontrare?
"Era da tanto che non vedevo Paul Pogba, mi ha fatto piacere passare un po’ di tempo insieme a lui”. 
Avete parlato di Juve?
"No, sono della Premier League. Mi ha detto che è un campionato difficile ma che la loro squadra (il Manchester United, ndr) è buona e con l'arrivo di Cristiano Ronaldo potrebbero fare ancora meglio”. 

Con Galliani ha avuto modo di parlare?
"Certo! Abbiamo ricordato le nostre sfide ai tempi dei testa a testa tra Juventus e Milan, e il calcio qualche anno fa quando i club italiani dominavano in Europa. Con la vittoria dell'Europeo speriamo di poter tornare protagonisti". 

Ibra era emozionato?
"No, per niente. Magari dentro di sé lo sarà stato, ma non faceva trasparire nulla. Sembrava sicuro, come al solito. Zlatan sa quello che deve fare a qualsiasi età: 30, 40 o 50 anni. E' chiaro che il tempo passa e per un calciatore è un fattore, ma gli infortuni colpiscono chiunque: giovani e meno giovani. Lui è sicuro di dare un input in più alla squadra, come giocatore in campo come uomo all’interno dello spogliatoio".

@francGuerrieri