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Luciano Moggi ha ricordato Aldo Biscardi con un lungo editoriale su Libero, ecco un passaggio sul suo discusso rapporto con il giornalista e con l’ex arbitro Baldas. Durante calciopoli lo accusarono di aver preso in regalo l’orologio che gli regalai. Chi lo ha fatto non conosce il significato della parola amicizia. A Natale eravamo soliti scambiarci dei doni e i suoi valevano quasi sempre più dei miei. D’altra parte non c’erano secondo fini come invece hanno cercato di dimostrare gli accusatori: la sua trasmissione era considera tutte tranne che influente e la mia squadra era talmente forte da non aver bisogno di aiuti. Le telefonate a Baldas erano fatte più per colorire la trasmissione che per avere favori. Biscardi per dare loro più credibilità aveva anche inventato la patente a punti. Gli arbitri erano seguito da un commissario e solo la sua relazione aveva valore. Eppure per aggravare questi comportamenti chi indagava ha cercato di dare importanza al Processo, gestito già da tv private piuttosto che a quelle ben più influenti dei grandi colossi al punto che l’inquirente durante il processo (quello vero) ha anche detto senza vergogna di non sapere che Berlusconi fosse il proprietario di Mediaset. Carlo Aldo, ci siamo divertiti e in coscienza sappiamo di non aver mai leso l’interesse di nessuno, avevamo solo la colpa di essere più bravi di tutti, tu nel tuo lavoro e io nel mio. Arrivederci Aldo, speriamo in un mondo migliore di questo."