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Intervenuto al Football Fest (un festival sul calcio che si tiene a Pergia dal 2 al 5 luglio) Luciano Moggi è tornato a parlare di Calciopoli,come riporta Repubblica. Interrogato da Oliviero Beha e Ignazio Scardina Moggi è tornato a parlare della vicenda che lo ha segnato definendolo "Qualcosa di studiato, per dimostrare che solo Moggi faceva quel che non si doveva fare". Repubblica.it riporta le dichiarazioni dell'ex dirigente che ha spiegato le condizioni che hanno portato allo scandalo: "Eravamo orfani del potere, dopo la morte degli Agnelli e nella guerra tra i discendenti si volle far fuori la triade, cosa che non si poteva fare sulla base dei risultati ottenuti".L'uomo di Monticiano è tornato sull'insensatezza delle accuse a lui rivolte spiegando che la Juventus non aveva bisogno di nessun aiuto: "quale bisogno avevamo di raccomandarci agli arbitri? Abbiamo fatto vincere all'Italia i mondiali ed anche nell'altra finalista, la Francia, c'erano quattro juventini. Erano gli altri, semmai che avevano bisogno di raccomandarsi". Ha anche parlato dell'intervento della prescrizione nel suo processo, non l'opzione preferita "Ma non l'ho neppure rifiutata - ha aggiunto - perché non mi fidavo". Prima del termine del confronto c'è stato tempo anche per un commento sulla attuale situazione della Juventus, riporta il quotidiano, e in particolare sulle entrate del club, che hanno permesso di creare lo Juventus Stadium: " [La Juventus] può spendere  perché fa soldi vincendo campionati ed andando in finale di coppa, e a Torino vincono perché sono i più bravi, non hanno debiti e conoscono i giocatori".