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Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus dal 1994 al 2006, ha rilasciato un'intervista a Il Tempo, nella quale ha espresso la sua opinione anche sull'ultima inchiesta che ha toccato il club bianconero, quella relativa alle plusvalenze. "Più una società è importante e più i riflettori vengono accesi su di lei", diceva circa un anno fa un magistrato molto controverso come Luca Palamara. Moggi cosa ne pensa? "Palamara dice una cosa assolutamente ragionevole: nell'inchiesta sono infatti coinvolte altre società come il Parma, il Genoa, la Sampdoria, il Chievo Verona, per finire con il Pescara e il Napoli ma si parla soltanto di Juventus. Non conosco nel merito l'inchiesta ma so con precisione ciò che accadde nel 2004 per l'indagine delle procure per i bilanci falsi. Tutto evaporò come una bolla di sapone". 

In particolare Moggi si sofferma su un episodio: "Le procure archiviarono facendo rimanere in piedi soltanto l'inchiesta sulla Juventus per infedeltà patrimoniale dovuta all'acquisto del calciatore Moretti della Fiorentina. Premesso che l'acquisto fu fatto dalla Juve per sostenere la Fiorentina, che era in difficoltà finanziaria ma alla fine, il tutto si concluse con la richiesta della Juve di patteggiare ma con il gup che chiese l'archiviazione perché il fatto non sussisteva. Mi risulta difficile pensare che una società quotata in borsa possa fare plusvalenze e, per ciò che io so della società, credo sia impossibile che la Juventus falsifichi".