42
"In un calcio ormai privo di esempi da seguire e positività, ma sempre più basato sul denaro e sul ritorno economico, e funestato da eventi che con il pallone non hanno nulla a che vedere, questa rubrica vuole proporre un momento di svago settimanale che ci riavvicini allo sport più bello del mondo, legato al campo di gioco ma non solo, anche ai social, alle iniziative di beneficenza e a storie da raccontare: il calcio è felicità, il calcio è passione, il calcio è "Momenti Di Gioia""

Peccato che si sia dovuto aspettare l'epilogo, quello della finale di Parigi tra Portogallo e Francia, per vedere alcune scene che avremmo preferito vedere all'inizio e lungo tutto il corso del torneo: fratellanza e amicizia tra i tifosi, i veri protagonisti di questo Europeo, come è giusto che sia. Portroppo invece abbiamo dovuto assistere a differenti momenti di odio, con risse e insulti, prima tra hooligans inglesi e russi, poi polacchi, ucraini, tedeschi e chi più ne ha più ne metta. Possiamo dire però che ieri sera ci siammo riappacificati con il mondo del calcio, vedendo la storia di Davide, il Portogallo, capace di battere in casa Golia, il gigante francese troppo pieno di sè per riuscire a vincere un torneo che sembrava già conquistato. 

UN INSEGNAMENTO DAL PIU' PICCOLO - Tanta delusione tra i tifosi dei Galletti, alcuni di essi non sono riusciti a trattenere lacrime di delusione: il gesto che vale più di mille parole è stato quello di un bambino portoghese, supporter della nazionale lusitana, che a fine gara ha abbracciato un tifoso francese, distrutto per la sconfitta appena patita. Il web ha saputo cogliere questo splendido gesto ed esaltarlo: il piccolo tifoso vincitore si è avvicinato ad un ragazzo più grande di lui, che non ha potuto fare altro che stringerlo a sè. La bellezza dello sport, la commozione dettata da un gesto splendido, la capacità del pallone di unire dove altre cose dividono: il bambino portoghese ha dato un grande insegnamento a tutti i noi, in un torneo che non era assolutamente nato sotto i migliori auspici. Perchè è verò che il calcio rimane un gioco, ma è anche "la cosa più importante delle cose meno importanti", come dice Arrigo Sacchi: la cultura della sconfitta e quella della vittoria cominciano qui, dal finale di Portogallo-Francia.

@AleDigio89