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"In un calcio ormai privo di esempi da seguire e positività, ma sempre più basato sul denaro e sul ritorno economico, e funestato da eventi che con il pallone non hanno nulla a che vedere, questa rubrica vuole proporre un momento di svago settimanale che ci riavvicini allo sport più bello del mondo, legato al campo di gioco ma non solo, anche ai social, alle iniziative di beneficenza e a storie da raccontare: il calcio è felicità, il calcio è passione, il calcio è "Momenti Di Gioia"".

COME IL VINO, CHIEDERE AL MILAN... - Gianluca "Para" Pegolo lo chiamavano, ai tempi del Verona: già, perché l'estremo difensore di Bassano del Grappa ha una lunga militanza nel calcio giocato, che lo vede tra i professionisti a partire dal 1998, quando aveva solo 17 anni. Ora, 21 anni dopo, gli anni sono 38 ma il terzo portiere del Sassuolo si dimostra come il buon vino rosso. Più invecchia, più migliora: chiedere ai tifosi del Milan per informazione.

DA CHIOCCIA DI TURATI A SUPEREROE DI SAN SIRO - Ieri infatti il numero 56 dei neroverdi ha smesso i panni dell'onesto portiere di riserva, ormai anziano e chioccia dei più giovani come il baby Turati, appena affacciatosi alla ribalta della Serie A e già protagonista nella sfida pareggiata contro la Juve con due miracoli su CR7 e Dybala, per indossare quelli di supereroe e dire di no a tutti i tentativi dei rossoneri: miracoloso, eroico, irreale. Almeno cinque interventi decisivi, dove non è arrivato lui ci hanno pensato i legni a negare la vittoria alla squadra di Pioli: come al Bentegodi di Verona, quando i butei lo esaltavano, nella cavalcata che portò gli scaligeri in Serie A, perché parava "anche le mosche".
L'UNDER 21, SIENA E UNA DOLCE VECCHIAIA - Bravo, tanto da debuttare nella Nazionale italiana Under 21: poi il passaggio al Genoa, dove non gli viene mai data la chance da titolare, e i poco proficui prestiti tra Mantova e Parma. A Siena invece Pegolo rinasce, complice la fiducia che gli viene concessa, prima di passare al Sassuolo, da titolare nella stagione della promozione in Serie B, da secondo di Consigli quando i neroverdi salgono in A. Anche qualche brutto infortunio ma mai una parola fuori posto, un comportamento irreprensibile e la voglia di farsi sempre trovare pronto, quando conta: ieri Pegolo, a 38 anni, ha dimostrato ancora una volta come l'età nel calcio sia spesso illusoria. Ed è tornato a fare i miracoli, come quando volava sul prato di Verona.​

@AleDigio89