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Lacrime e brividi per una settimana da ex. Inter e Milan si apprestano ad affrontare il rispettivo recente passato, quando dominavano in lungo e in largo in Italia e in Europa: curioso che, per tornare ad essere definitivamente grandi, debbano passare dai protagonisti indiscussi della loro storia. In una sorta di viaggio introspettivo che può riportare le due società agli antichi fasti solo dopo aver sconfitto coloro che quei fasti li hanno costruiti: i nerazzurri sia mercoledì contro lo Spezia di Thiago Motta sia sabato contro la Roma di José Mourinho, entrambi protagonisti del Triplete del 2010, il Milan invece mercoledì contro il Genoa di Andriy Shevchenko, Pallone d'Oro e indimenticato eroe della Champions League del 2003, forse la più esaltante della storia per i rossoneri.

LAVORO, EMOZIONE E STORIA - "Il momento dell'Inter? Per me era la più forte anche prima, se si vanno a vedere i singoli è la squadra più forte del campionato".  "Il Milan? Sarà sicuramente una partita speciale".​ "Mi preparerò emozionalmente alla sfida contro l’Inter. In questo momento mi interessa solo la mia Roma e cercherò di dimenticare che dall'altro lato c'è una gran storia".​: i tre hanno commentato in modo differente il ritorno al passato, mettendo in evidenza i rispettivi caratteri. La cultura del lavoro per l'allenatore dello Spezia, ex centrocampista di metodo della Grande Inter capace di vincere tutto; l'emozione dell'Usignolo di Kiev, bomber da "Mille e una notte" per il Diavolo e il riferimento storico e leggendario dello Special One, che però pensa solo al presente.
'MILAN L'EN GRAN MILAN'  . Saranno tre incroci complicato dal punto di vista del campo, ma anche e soprattutto da quello emozionale. Non possono e non devono essere partite come tutte le altre per tre leggende della Milano rossonerazzurra. Nell'ambito di una battaglia per lo scudetto che infiamma e che vede protagoniste proprio le due società meneghine. Perché Milano vuole tornare a essere grande, come nei primi anni del secolo.

@AleDigio89