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“Penso che se stiamo giocando così bene senza Defrel, Schick e Karsdorp allora stiamo facendo veramente bene e quando torneranno...”. Monchi l'ha messa così, a Mediaset Premium, quando gli hanno fatto notare come la Roma viaggi ad alti ritmi anche i nuovi acquisti non hanno convinto. Personalmente ho sempre considerato un tesoretto da spendere rispetto alle squadre che hanno sparato tutte le cartucce, il progressivo inserimento di Schick e Karsdorp. Per non parlare di Gonalons, giocatore che fin qui, tra i nuovi, è sembrato all'altezza assieme al solo Kolarov e, in parte, Moreno. Ora però qualche timore sull'essere stato fin troppo ottimista (è la mia indole) sta affiorando. Se, ad esempio, lo stesso Monchi dice, sulla maledizione dei crociati: “”Stiamo lavorando a Trigoria per capire se c'è problema o casualità”, un brivido gelido non può non correre sulla schiena. Se si lavora sulla cosa per capire, se si fanno vertici per analizzare i tanti, troppo infortuni gravi (per non parlare di quelli muscolari) neanche paragonabili a quelli delle altre big, vuol dire solo una cosa: il problema c'è eccome. Se non ci fosse, niente vertici, summit o riunioni no?

Si diceva del troppo ottimismo. Intanto però, gli acquisti di Monchi arrancano, o scompaiono dalla scena. Karsdorp, arrivato infortunato, s'è fatto male in modo serio alla prima occasione. Under non convince ed è costato un occhio, per non parlare di Defrel, 23 milioni se non ricordo male, che s'impegna, chi dice di no, ma il dubbio che non sia stato un acquisto chic resta eccome. Eppoi lo stesso Schick, che certo dovrà superare i guai fisici (e psicologici, dopo la paura estiva), ma passano le giornate e la nebbia non si dirada. In totale, 100 milioni di campagna acquisti che, tra infortuni e avvii deludenti, sta fruttando  poco. Sul tema, Monchi, s'è difeso così: “Kolarov e Moreno stanno facendo bene... Bisogna aspettare, a Siviglia abbiamo aspettato Dani Alves per un anno e mezzo”. Qualcuno spieghi a Monchi, si guardi intorno magari, che tra Roma e Siviglia c'è una certa differenza e che lui è stato chiamato proprio per confermarla, questa differenza, non per 'siviglizzare' l'ambiente. Francamente, quanto il Siviglia abbia aspettato prima di vedere il vero Dani Alves, interessa poco. E , tra l'altro, l'esempio è pure bello datato, senza contare che quei tempi di attesa lì, qui a Roma vanno bene solo se ti devi fare una Tac o sei a caccia di un ricovero per toglierti l'appendicite.

Intanto, la Roma brucia il Bologna mettendo in mostra il Delvecchio dell'era moderna - più tecnico, meno fisico, El Shaarawy – utilizzato in questa gara nell'ottica dell'intenso turn over (8 cambi rispetto al Crotone!) e del match con il Chelsea. Eh sì, il match contro Antonio Conte per puntare dritti alla qualificazione, che se me l'avessero detto nei giorni del sorteggio, avrei faticato a trattenere qualche brutta parola. E invece, guarda un po' cosa potrebbe combinarti Di Francesco. Sì, lui, quello che si diceva non fosse da Roma.