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Monchi e il Siviglia sono stati lontani due anni. Lunghi, lunghissimi. Di più non ce l'hanno fatta. Perché uno non può fare a meno dell'altro e viceversa. Insieme, sempre e comunque. Uniti dalla storia e dalle vittorie. Il ds è tornato a casa e il Siviglia è in finale di Europa League. Un caso? "Il merito non è mio, ma di tutti". Onesto Monchi, ma dietro alla cavalcata della squadra in Europa c'è (anche) la sua mano. Lui come Re Mida, quello che tocca diventa oro. In pochi mesi ha messo in piedi una squadra che domani sfiderà l'Inter in Europa League. Anzi, chiamatela Siviglia League: 5 trofei in bacheca, è il club che ne ha vinti di più nella storia della competizione. Domani ci riproverà, anche grazie al lavoro di Monchi: quasi 100 milioni spesi per 13 acquisti. 

L'INTUIZIONE TRA I PALI - Nella formazione titolare che ha vinto contro il Manchester United nove giocatori su undici erano nuovi; gli unici volti noti erano Navas e Banega, due simboli da quelle parti. Ma andiamo con ordine: tra i pali si sta mettendo in vetrina Bono, nazionale marocchino che Monchi ha preso in prestito secco dal Girona; partito come vice di Vaclík, sta trovando continuità dopo l'infortunio al ginocchio del portiere titolare: è il portiere dell'Europa League, 9 partite e 6 clean sheet nella competizione. 

IN VETRINA PER IL NAPOLI - Il nome importante in difesa è quello di Sergio Reguilon, profilo che il Napoli conosce molto bene e sta trattando con il Real Madrid, proprietario del cartellino: il terzino sinistro spagnolo è l'unico giocatore preso in prestito da Monchi insieme a Bono e Suso. Gli altri sono arrivati tutti a titolo definitivo, un'eccezione di questi tempi. Un esempio? Due, meglio: Diego Carlos e Jules Koundé. L'esperienza e la scommessa (vinta, neanche a dirlo). Il primo, brasiliano, è un classe '93 preso per 15 milioni dal Nantes. Oggi - fonte Transfermarkt - ne vale 50. Koundé potrebbe essere uno dei prossimi protagonisti del mercato: 21 anni, preso dal Bordeaux per 25 milioni e diventato in poco tempo un insostituibile lì dietro.

RISCATTI - In mezzo al campo l'intuizione è Joao Jordan, segni particolari: duttilità, a centrocampo può giocare in ogni ruolo. Preso dall'Eibar per 14 milioni, quando ha saputo che lo voleva il Siviglia ha rifiutato una proposta del West Ham. Alla voce "riscatti" ci sono i nomi di Lucas Ocampos e di Suso. Vecchie conoscenze del calcio italiano (soprattutto del Milan, dove hanno giocato entrambi), sembravano essersi persi tra le difese della Serie A ma appena arrivati in Spagna sono rinati. L' "effetto Monchi" ha funzionato anche su di loro, diventati in poco tempo i fantasisti di una squadra che continua a stupire. Ocampos addirittura ha segnato 17 gol, non aveva mai fatto così tante reti in una sola stagione.

LA SCELTA IN PANCHINA - In attacco ha preso - tra gli altri - Luuk De Jong dal Psv. Otto reti totali, uno in Europa League. Poco? Sì, ma decisivo: De Jong ha segnato il gol vittoria contro il Manchester United in semifinale (da subentrato). E poi ancora Rony Lopes, En-Nesyri, Oliver Torres... qualche flop, la maggior parte azzeccati. Come l'allenatore: Julen Lopetegui. Preso in uno dei momenti più bassi della sua carriera, veniva da un esonero al Real Madrid e dalla nazionale spagnola, a due giorni dal debutto nel Mondiale in Russia. Appena arrivato è stato criticato dai tifosi, oggi si sono ricreduti tutti.

PLUSVALENZE E RIMPIANTI - Niente paura, quando c'è Monchi il rendimento è assicurato. Prendere a poco e rivendere a tanto: et voilà, il gioco è fatto. Julio Baptista, Rakitic, Bacca, Gameiro, Medel, Fazio... Potremmo andare avanti all'infinito. Poi ci sono quei giocatori che Monchi ha solo sfiorato: "Van Persie ce l'avevo in pugno", per esempio. O Marcelo: arrivato a Madrid solo per fare scalo e firmare col Siviglia, è stato bloccato dal Real dove è diventato uno dei migliori terzini al mondo. Retroscena di mercato, sliding door nelal carriera del ds.

DELUSIONE ROMA - Non è andata benissimo a Roma, dove lontano dalla sua Siviglia ha trovato qualche difficoltà di troppo lasciando il disturbo dopo l'esonero di Di Francesco. L'aveva scelto lui e difeso fino alla fine, e quando la società ha deciso di mandare via l'allenatore è stato coerente e ha lasciato Trigoria. Poco male, perché ha riabbracciato la sua Siviglia e in poco tempo sono tornati in alto insieme. Mano nella mano. Il ds aveva lasciato il club tra le lacrime, le stesse che aveva versato quando è andato via Sergio Ramos. Perché dietro al dirigente c'è l'uomo. Schietto e sincero. Domani vuole vincere l'Europa League col Siviglia: 13 acquisti per tornare grandi, Monchi is back.

@francGuerrieri