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La Fifa si mette al riparo dal rischio di una possibile cancellazione del Mondiale 2022 in Qatar. Come pubblicato sul report annuale del massimo organismo calcistico mondiale, nel 2019 è stata stipulata una polizza assicurativa “per un volume massimo di 900 milioni di dollari”, ovvero 757,5 milioni di euro, “che copre i costi addizionali in caso di cancellazione, rinvio e/o trasferimento dell’evento”. Stessa cifra prevista per il Mondiale del 2018 in Russia, anche se in quel caso la polizza copriva solo il rischio di rinvio o cambio di sede. Tra i rischi previsti nell’accordo per l’evento in Qatar, sono elencati “disastri naturali, incidenti, crisi politiche, guerre, attentati terroristici e malattie infettive”. Quest’ultimo fa proprio al caso attuale, in piena emergenza sanitaria, per quanto tale assicurazione sia stata stipulata prima che l’Oms classificasse l’epidemia di Covid-19 come pandemia.
La necessità di ricorrere ad una polizza assicurativa è dovuta al peso che la Fifa stessa dà all’evento: “La posizione finanziaria della Fifa – si legge nel report – dipende dal successo del Mondiale, perché quasi tutti i contratti con i suoi affiliati commerciali sono legati a questo evento. Nel caso di cancellazione, riduzione o abbandono del Mondiale, la Fifa correrebbe il rischio di essere potenzialmente esposta ad azioni legali”. Come si evince dal report del 2014, il Comitato Esecutivo ha deciso di assicurare il Mondiale contro il rischio di rinvii e spostamenti dal 2008, per tutti i possibili motivi sopra elencati. L’eventuale cancellazione dell’evento, però, non era coperta dall’assicurazione, ma sarebbe stata coperta dalla Fifa per mezzo di risorse finanziarie proprie. Per questo, nel quadriennio 2011-2014, la Fifa ha focalizzato il proprio impegno nell’aumento delle proprie riserve, particolarmente dovuto “al fatto che è quasi impossibile trovare una polizza sulla cancellazione che copra un evento di tale grandezza”.