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Calhanoglu, Andrè Silva, Borini. Qualità, gioventù, sete di rivincita: attacco rifatto. E poi: Kessie, Conti. Due turbo nel motore. E ancora: Musacchio, Rodrigruez. E in arrivo c’è Biglia. E con Aubameyang si sta trattando. E se non arriva lui, ecco che Kalinic potrebbe essere il top-player dell’attacco. E Cuadrado è un chiodo fisso di Montella. E Bonucci…chissà. Ma che Milan sta nascendo? Roba da fuochi d’artificio. Erano anni che nella Milano rossonera non si assisteva ad una campagna acquisti così sontuosa, così mirata, così intelligente, così ricca - verrebbe da dire - dopo stagioni di vacche magre.

Fino ad oggi, i rossoneri - partendo dalla telenovela Donnarumma - non hanno sbagliato una sola mossa. Sta tornando il Milan, sta tornando in grande stile. Montella gongola, nelle foto che ci arrivano dal ritiro sorride sempre, e ci mancherebbe. Squadra rivoluzionata, rivoltata come un calzino, paletto dell’ambizione spostato un po’ più in là, obiettivo Champions (manca dai tempi di Allegri). Le altre di serie A traccheggiano, il Milan ha dato l’accelerata. E se fossero i rossoneri l’anti Juve? Il 6° posto dell’anno scorso - con la qualificazione in Europa League - dovrà essere il piedistallo per una crescita costante; certo non si può pensare che i rossoneri facciano subito il salto di qualità e vadano a posizionarsi a ridosso delle due storiche inseguitrici della Juve di questi anni, Napoli e Roma; ma il lavoro che stanno facendo a Milanello è la grande novità dell’estate. L’entusiasmo che circonda la squadra di Montella ne è la testimonianza più credibile.

A proposito di Montella. Da quando siede in panchina, e questo sarà l’ottavo anno, ha tappato una sola stagione, quella a guida della Sampdoria. 6° posto e semifinale di Coppa Italia con la Roma al debutto, tre mesi dopo le dimissioni di Ranieri per dimostrare di essere pronto, salvezza in scioltezza con il Catania (11° posto), tre quarti posti - con relativo timbro europeo - sulla panchina della Fiorentina e - dopo gli inciampi blucerchiati - l’ottimo 6° posto in rossonero e - ad impreziosire la bacheca dopo stagioni di magra - la vittoria nella Supercoppa. Il tutto condito da un marchio di fabbrica ben preciso: il gioco. Prima che il Milan fosse pronto, Montella lo era già da tempo. Ora che gli hanno messo a disposizione un organico di qualità (e non è ancora finita…) Montella ha tutte le carte in regola per ambire a traguardi molto, molto prestigiosi.