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  • Monza, Galliani: 'Milan? Ero in prestito. Con Berlusconi faremo grandi cose' VIDEO

    Monza, Galliani: 'Milan? Ero in prestito. Con Berlusconi faremo grandi cose' VIDEO

    • Daniele Longo, inviato a Monza
    Ci siamo, Silvio Berlusconi è tornato ufficialmente nel mondo del calcio, dopo aver acquistato il cento per cento delle quote del Monza. Alla conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto non c'era l'ex premier, ma Adriano Galliani, suo fido braccio destro e nuovo amministratore delegato della società brianzola. Ecco le sue dichiarazioni, raccolte dall'inviato di Calciomercato.com Daniele Longo: "Questa operazione è romantica, è stata fatta con grande amore. Io ho detto no a grandi squadre europee, il Monza non è tradire il Milan. Sono nato qui, sono stato prestato 31 anni al Milan, sono andato in prestito".

    SUGLI INIZI - "Grazie per essere intervenuti in questo grande numero, è incredibile che ci siano cosi tanti giornalisti, televisioni e fotografi. Per me questa è una giornata di grande commozione, perché grazie a Silvio Berlusconi torno nella mia squadra del cuore, della mia città. Nel 1975 divento azionista del Monza grazie ad Aurelio Cazzaniga e un gruppo di imprenditori tra i quali Felice Colombo. Io conosco Berlusconi del 1979, ero un suo fornitore, e mi invita a cena: mi chiede se ero in grado con la elettronica industriale di creare tre reti televisive. Do la mia disponibilità a stare in giro notte e giorno, però a una condizione: poter seguire il Monza in casa e in trasferta. Se il Monza gioca a Catania potevo andare lì, devo avere il tempo per andare a Bari a seguire il Monza. Berlusconi mi guarda sbalordito, io vado avanti con il Monza. Invito Silvio Berlusconi allo stadio e faccio dieci anni qui. Lui se ne va al Milan con Duina, io vado con Berlusconi. Nel febbraio 1986 compra il Milan e fino all'aprile del 2017 siamo insieme".

    MONZA NEL DNA - "Io chiedevo sempre negli spogliatoi, chiedete a Massaro, cosa stesse facendo il Monza. Io ho il Monza nel dna, sin da bambino, a cinque anni andavo allo stadio. Le prime due lire che guadagnavo con l'elettronica industriale le spendevo per andare allo stadio. Io a Silvio Berlusconi devo tutto, la mia vita senza di lui sarebbe stata diversa, meno piacevole. Nel 1979 io parlavo già di Monza, sono emozionato e felice: non mi interessano altre squadre di altre serie, solo di questa. Silvio Berlusconi convocherà una conferenza stampa per spiegare cosa vuole fare del Monza, quali sono i programmi. Forse la farà a Villa Germetto, ma non è ancora sicuro. Io rispondo alle vostre domande, ma da oggi, giorno del closing, sarà Berlusconi a dire i programmi. Ieri sera eravamo dagli avvocati, stamattina dal notaio, ringrazio i miei avvocati Cantamessa e Fossati che hanno lavorato per conto di Fininvest. La cosa bella di questa trattativa è che è nata il 31 agosto con una telefonata, non abbiamo scritto mai una parola, mai una mail, c'è una conoscenza di 40 anni: a Monza siamo abituati che se si dà la parola si mantiene sempre. Da questa mattina Fininvest ha acquistato il 100% delle azioni del Monza, siamo contenti di tenere Nicola Colombo come Presidente perché se lo merita, adesso deve rimanere al primo posto fino al termine della stagione (ride, ndr)".

    SU BERLUSCONI - "Anche per lui è lo stesso, voleva fare qualcosa per il territorio, qui ci vive. Quando si accendono le luci del Brianteo, ad Arcore si vedono. Per Silvio Berlusconi lo sport è sempre stato amore. Nel suo dna, nel dna di tutto il suo gruppo dirigente, c'è la passione per lo sport e per il Milan. Ci sono tutti gli intrecci, per quanto riguarda la cifra non la diamo ma i numeri che ho letto sui giornali questi giorni sono vicini alla realtà (3 milioni, ndr). Non ho stressato Berlusconi per prendere il Monza, non l'ho pressato e mi ha fatto felice. Era una scelta condivisa anche dalla sua famiglia e da Fininvest, appena ho intuito che c'era una possibilità mi sono fiondato su Colombo. Ultimamente non è che Silvio Berlusconi si fosse disinnamorato del Milan, ma per impegni non è riuscito a seguirlo. L'altra sera ha visto i 94 minuti del derby Renate-Monza dalla Sardegna, gli sta tornando l'entusiasmo. Se gli facciamo tornare l'entusiasmo possiamo fare grandi cose".

    SULLA LEGA PRO - "Il problema è la Serie B. Da osservatore esterno, le problematiche della C sono dovute alle squadre che pensano di essere ripescate. Il vero problema è la Giustizia Sportiva, c'è grande confusione tra Tar e gli altri organismi. Sarà più facile fare B-A, che C-B. Puoi fare un grande campionato, arrivare secondo e alla fine non sali. Guardate cosa era successo alla Cremonese".

    SULL'ENTUSIASMO - "Io sono un tifoso di professione, che può avere incarichi o meno in una società. Io sono un tifoso pazzo del Milan e soffro da pazzi ed esulto anche ora che non ho incarichi, mi succede anche con il basket. Le cariche non sono mai state un problema. C'è una passione che trascende, Eleven mi serviva per vedere solo il Monza. Per me non cambia niente, sono uno che che ha iniziato a tifare questa squadra a cinque anni. Se volete fare qualunque domanda sul Monza di qualunque epoca, vi so rispondere. Fininvest mi ha nominato ad, ma se diventavo consigliere non succedeva nulla. Domenica sarò a Ravenna".

    SUL SOGNO DI MERCATO - "Per il futuro parla Silvio Berlusconi. Abbiamo un buon centravanti come Cori, un buon portiere, un buon allenatore e un buon direttore sportivo. Nel calcio qualcuno conosco, io non sono più uscito dal mondo del calcio. Il 70% delle mie telefonate era con gente del mondo del calcio, vi pregherei di finirla nel fare nomi che erano nel mondo del Milan. Noi siamo contenti di Antonelli e Zaffaroni, il Monza è ben gestito e complimenti. Noi non abbiamo assolutamente parlato con nessuno, solo con Antonelli per prendere giocatori e rafforzare il Monza, senza muovere gli equilibri dello spogliatoio. Bisogna muoversi con un certo criterio, non prendi Messi e lo porti al Monza, esaspero il concetto".

    SUL MILAN - "Adesso non posso, sono ad del Monza e parlo solo del Monza. A San Siro ci sarò ancora, quasi mai le partite coincidono, ieri sera ho sofferto molto, sono stato invitato ad andare ma non potevo, vista la conferenza di questa mattina. Pensare di comprare da solo il Monza? Sono legato in maniera indissolubile a Berlusconi e Fininvest: sono 39 anni che sono legato a Berlusconi e il mio destino è legato al suo gruppo, sto con Fininvest. Stadio? Faremo ciò che andrà fatto. Derby col Milan? Sogno di farlo in due anni, nei sogni non mi posso limitare. Io non devo insegnare nulla a Leonardo".

    IL SINDACO - Ha preso la parola anche Dario Allevi, sindaco di Monza: "Con immenso piacere ribadisco che sono il sindaco più felice di Italia. Quello che sta accadendo da noi è qualcosa di fantastico, una squadra di calcio è il senso di comunità, un punto di riferimento, racchiude in sè tanti risvolti. Io c'ero a Bologna l'1 luglio del 1979 quando il Monza perse lo spareggio con il Pescara. Mi piacerebbe che i ragazzi di Monza possano rivivere quei momenti. Molti meriti vanno alla famiglia Colombo, hanno avuto il coraggio di rilevare una società dal fallimento quattro anni fa. Nicola Colombo ha riportato l'entusiasmo in città tenendo i conti in ordine. Ha intavolato una straordinaria collaborazione con l'amministrazione comunale, tutto questo ha portato all'interesse del duo più vincente del mondo del calcio, Galliani e Berlusconi. Il presidente è un brianzolo doc, Galliani è un monzese doc e questo per noi tifosi è qualcosa di straordinario, stiamo sognando a occhi aperti".

    IL PRESIDENTE - Ecco, infine, le parole del presidente Nicola Colombo: "Ringrazio il sindaco per le belle parole, stavo pensando a quel luglio del 2015 e a come è cambiato lo scenario. In tribunale eravamo io e otto tifosi, si parlava di un imprenditore pakistano. Non c'era nessuno che ha creduto in un progetto di calcio a Monza, quindi ringrazio mio padre che mi ha sostenuto in questo percorso dal primo minuto. Non era un progetto ragionevole, il calcio è una passione, ma si rischia l'immagine. Io ho tenuto lontano tante persone in questi tre anni, perché non erano minimamente vicini a quelli che sono i valori dello sport. Io non potevo immaginare che potesse finire cosi, una conclusione straordinaria di questo percorso perché il Monza va nelle mani migliori: hanno risorse importanti, competenze e passione. Un po' mi spiace lasciare ma con Galliani, che conoscevo poco, abbiamo la stessa malattia che è il calcio". 
     

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