Voglia di Italia. Chi conosce Alvaro Morata, i suoi amici più stretti, raccontano l'intenzione totale dell'attaccante spagnolo di tornare nel nostro Paese: nostalgia di tutto, dal cibo al clima fino al calcio che si è dimostrato più adatto a lui in questi anni. E il feeling con il Chelsea non è scattato, ecco perché incontrare il ds della Juventus Fabio Paratici a Milano gli ha fatto più che piacere. Pranzo casuale? Lo giurano tutti, ma quando c'è anche l'agente vale come indizio. Ma se la Juve sta premendo davvero su Morata pur essendo un ritorno decisamente complesso, c'è un retroscena da raccontare con il Milan al centro.

APERTURA E FRENATA - Da più di una settimana, la dirigenza rossonera stava lavorando per tornare forte su Alvaro. Considerato in cima alla lista per l'attacco, Morata piace insieme a Ciro Immobile più di qualsiasi altro attaccante, anche più di Belotti. Da qui è nato l'appuntamento con Beppe Bozzo, agente che già un anno fa curava il possibile trasferimento di Alvaro al Milan. Se a giugno 2017 però Morata frenava sulla destinazione rossonera perché convinto di poter ambire ad altri club, tanto da essere poi passato al Chelsea per 80 milioni, adesso lo spagnolo aveva dato apertura totale a parlare col Milan. Sì, Alvaro ci avrebbe seriamente pensato; un segnale importante che Fassone e Mirabelli avevano colto. Ma poi è arrivato lo stop, forse definitivo: la stangata dell'Uefa ha obbligato i dirigenti rossoneri a placare gli assalti più importanti, così come ha inserito nuovi dubbi nei pensieri di Morata. In Spagna lo accostano all'Inter, lui spera nella Juve ma è aperto a qualsiasi soluzione italiana all'altezza. Senza escludere sorprese dall'Atlético Madrid. Eppure, nella settimana (rosso)nera dell'Europa a rischio, c'è anche il rimpianto Morata...