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La Juve ha deciso, Alvaro Morata resterà in bianconero. Lo ha deciso da tempo, prima che l'attaccante lasciasse Torino per aggregarsi al ritiro della Spagna già aveva ricevuto la comunicazione da parte della dirigenza che sarebbe rimasto. In un modo o nell'altro. Già, perché quando sono ormai trascorse più di due settimane dal termine della stagione agonistica, con la Juve che nel frattempo ha cambiato allenatore e si appresta a ufficializzare il passaggio di testimone tra Fabio Paratici (già salutato) e Federico Cherubini, una comunicazione formale ancora non c'è. Arriverà salvo clamorosi imprevisti, ma non c'è.

COSA MANCA – Allora, cosa manca se la volontà del giocatore è quella di restare, quella della Juve è di confermarlo e c'è già un accordo scritto dallo scorso settembre? Manca il fatto che quell'accordo c'è chi spera di rivederlo. Ed è la Juve, ovviamente. L'intesa scritta parla, dopo il primo anno di prestito al costo di 10 milioni, di due opzioni in mano al club bianconero. Che può riscattare Morata per 45 milioni o rinnovare il prestito per altri 10 milioni, posticipando il diritto di riscatto alla prossima stagione per 35 milioni. Ma sapendo che per l'Atletico ormai Morata rappresenta un capitolo chiuso (anche fischiato al Wanda pochi giorni fa) un giocatore che in caso di ritorno alla base dovrebbe poi essere destinato altrove in un mercato particolarmente povero dopo un anno e mezzo di pandemia, la Juve allora prova a limare le cifre già previste dall'operazione dello scorso settembre.
LO SCONTO – Vorrebbe abbassare qualcosa già sulla cifra del prestito, la Juve. Rigida la posizione dell'Atletico, che piuttosto potrebbe aprire le porte a uno sconto sulla cifra del riscatto. Parti al lavoro dunque, perché un'intesa sotto questo punto di vista in realtà non c'è. Niente che possa portare in questo momento al rischio che la conferma di Morata a Torino, almeno per una stagione, possa saltare. D'altronde Juve e Atletico hanno anche tanto altro di cui parlare, al di là diM Morata si sta cercando di individuare uno scambio che possa fare comodo a tutti, a bilancio e in campo.