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  • Moratti: 'I cinesi si sono incartati'

    Moratti: 'I cinesi si sono incartati'

    Imbersago, nel cuore della provincia di Lecco, è da sempre il feudo dei Moratti, lì dove da anni le generazioni della famiglia che tiene in mano le redini dell'Inter trovano un affetto straripante da parte dei cittadini. E proprio a Imbersago Massimo Moratti si è presentato nelle vesti di ospite d'onore della cena sociale del locale Inter Club presieduto da Valentino Caimi e dedicato proprio ad Angelo Moratti, padre dell'attuale presidente, una festa per il popolo nerazzurro del Lecchese. A margine di questo evento, il presidente dell'Inter si è intrattenuto ai microfoni di FcInterNews.it in esclusiva per discutere dei temi attuali dell'Inter in campo e fuori. Sorridente, Moratti, che tra l'altro ha speso parole d'elogio per il lavoro della nostra redazione, si è dimostrato molto disponibile nel momento di rispondere alle domande:


    Allora presidente Moratti, torna a Imbersago, in quello che in un certo senso è da sempre il vostro regno. Quanto è importante ricevere il calore della propria gente, di persone a voi sempre vicine, specie in un momento non particolarmente positivo come questo, per ritrovare la serenità?
    "Beh, è una domanda affettuosa... Devo dire che serve per forza, perché certamente ci si sente abbastanza soli quando le cose non vanno bene, ed è giusto sentirsi soli perché alla fine le decisioni si prendono da soli. L'idea di avere delle persone che ti vogliono bene, ti stimano e cercano di esserti vicine credo che ti aiuti a lavorare più serenamente come ha detto giustamente lei".

    Ha toccato anche il tema della programmazione, del cosiddetto progetto a lungo termine dell'Inter. Ma parlando di questa stagione, quanto è importante ottenere la qualificazione alla Champions League per poter poi pianificare la stagione futura?
    "Altra domanda intelligente... E' vero, pesa tantissimo perché è importantissima, non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista sportivo e per l'orgoglio della società. Certamente noi non stiamo pensando al futuro abbandonando il presente; dobbiamo assolutamente sfruttare tutte le motivazioni possibili, non ultima il Milan che è al nostro fianco, per fare molto meglio e poi riuscire a entrare in Champions League".

    Sul fronte societario, resta ancora in sospeso il famoso accordo con gli investitori cinesi. Cos'è che sta veramente bloccando questa trattativa che ormai sta andando davvero per le lunghe? I tifosi a questo punto cominciano anche a nutrire dei dubbi in merito...
    "No, io credo che i tifosi abbiano capito abbastanza bene la situazione di questa trattativa, di cui anche voi siete stati protagonisti, visto che avete trovato la fotografia che raffigurava il presidente Meng Feng-Chao con la maglia. Da parte loro la volontà di fare c'è sempre, anche se si sono incartati. Credo che la volontà di fare e il loro spirito di iniziativa sia in contrasto con una serie di regole interne cinesi. Quindi non sono ancora riusciti a risolvere la questione in termini tali da poter poi fare a noi una proposta di passaggio soddisfacente. Abbiamo comunque un contratto importante con loro, ma non credo che varrà quello per mettere in condizione loro di poterlo rispettare, perché se non possono farlo non possono farlo".

    C'è una deadline?
    "Da un certo punto di vista è superata. Stiamo cercando di capire ora come definire la cosa. Pur avendo, ripeto, la richiesta costante da parte loro di trovare una soluzione positiva, visto che vorrebbero costruire lo stadio. Ma al momento sono io a non essere così d'accordo".

    Il progetto stadio comunque va avanti, visti i colloqui anche con altre società come la Mabetex. E' l'impianto di proprietà l'obiettivo dell'Inter del futuro?
    "Beh, certamente, ormai è un obiettivo della società, necessario per ragioni economiche e per agganciarsi con quello che dovrebbe essere il presente. Essere una società con un proprio impianto è qualche cosa che ti permette di lavorare meglio".

    Negli ultimi giorni ci sono stati dei rimescolamenti all'interno della governance del calcio italiano, dove l'Inter ha perso un po' di potere visto che la riassegnazione delle cariche ha visto la società uscire dai giochi. Ci sarà nuovamente la possibilità da parte del club di tornare a farsi sentire sul piano politico e soprattutto mediatico?
    "Quello che è successo in Lega è qualcosa di particolare, mi sembra di capire che tra due posizioni alla fine è stata scelta quella che prediligesse un certo tipo di politica abbastanza condizionante. Quindi né noi né la Juventus né altre società hanno voluto stare a questo gioco, il Milan sì. Noi siamo abbastanza sereni da poter stare fuori, certamente se la posizione in Lega impressiona il potere calcistico allora sì, siamo fuori. Ma al di là dell'impressione, credo che la politica vera si tornerà a fare tutti insieme, perché è impossibile che restino fuori le squadre che danno il 70% di ritorno circa al calcio italiano".

    Antonio Cassano l'ha definita un uomo vero in mezzo a tanti fasulli. Cosa vuole rispondere a Fantantonio?
    "Beh, è stato molto gentile, molto diretto, ma lui è così. E' un ringraziamento che gli faccio sinceramente, col cuore, adesso vediamo di vincere perché alla fine alla gente è quello che interessa di più".

    In conclusione, quanta voglia c'è ancora in Massimo Moratti di restare alla guida dell'Inter?
    "Eh beh... Le situazioni difficili ti fanno aumentare la voglia, perché non puoi dormirci su. Poi con le soddisfazioni la voglia la concretizzi, quindi speriamo poi di avere anche qualche soddisfazione".


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