L’uomo che decise di essere umile. Le sconfitte fanno effetti strani, specie se agli occhi del mondo devi recitare la parte del vincente a prescindere. E per José Mourinho la stagione da incubo con esonero deve essere stata un’esperienza di quelle che lasciano il segno. È già la seconda volta che il Chelsea lo caccia in corso d’opera, e il fatto che ciò avvenga dopo le stagioni in chiaroscuro a Madrid fa viaggiare l’idea che forse il momento migliore della carriera sia passato. Certo è ancora presto per dirlo, e all’uomo non mancheranno le occasioni per riscattarsi. Ma intanto lo Special One sembra parecchio meno Special, e l’immagine proiettata all’esterno va di conseguenza. In questo senso, l’ultima uscita pubblica dell’uomo di Setubal è stata spiazzante.

Intervistato dal Mail on Sunday, edizione domenicale del tabloid inglese Daily Mail, Mourinho ha parlato della sua condizione da disoccupato di lusso e si è lasciato andare a considerazioni sul proprio carattere che hanno proiettato di lui un’immagine diversa. In particolare, ha tenuto a far sapere che lui è una persona umile, sempre pronta a imparare dagli altri. L’esatto contrario del soggetto che fa dell’arroganza uno strumento di lavoro, come siamo stati abituati a percepirlo in quasi un quindicennio di carriera. Insomma, dando retta a questa nuova versione di se stesso, al pari di Jessica Rabbit il problema non è lui ma come lo dipingono.

Da Special One a Humble One? Difficile da credere, ma chissà. Certo, i rovesci del campo erodono l’autostima e sollecitano a rivedere gli atteggiamenti. Ma un cambiamento così radicale non è pensabile, né può essere giustificato dalla perdita dell’aura d’infallibilità. Che forse Aldo Agroppi smise d’essere petulante dopo il leggendario flop sulla panchina della Fiorentina? Al carattere e alla natura non si comanda, e a meno d’essere colti da un impeto di francescanesimo è difficile immaginare che certi atteggiamenti possano essere dismessi come se bastasse mettere in modalità OFF. Anche perché poi bisognerebbe spiegarlo a tutti coloro che di Mourinho e del suo (spigoloso) personaggio hanno fatto un brand.

Per esempio, come la mettiamo con gli spot della Sambuca Molinari? Che sono semplicemente deliziosi, indipendentemente dall’idea che si abbia sul personaggio. E però frasi come “Non devo sembrare migliore di quello che sono, ma devo essere migliore di quello che mi assumerà”, quanto vanno d’accordo col un profilo da Humble One? O ancora, andate a spiegarlo al suo agente Jorge Mendes, che già nei giorni scorsi si è affannato a ridimensionare una voce dai contorni lunari. A sverlarla era stato l’Independent on Sundfay, secondo cui Mourinho avrebbe indirizzato al Manchester United una lettera di sei pagine per offrire i propri servigi ai Red Devils impegnandosi ai princìpi del club. Ciò che ha fatto balzare dalla sedia il boss di Gestifute. Lo Special One che manda in giro proposte di lavoro come se fosse un qualsiasi “applicant”? Ma non scherziamo! E via con le smentite, che però dopo l’ultima uscita pubblica si indeboliscono. Perché Mourinho pare davvero cambiato, o almeno ce la sta mettendo tutta per fare vedere di essere diverso dal personaggio tagliente cui siamo stati abituati. Quello che tuonava contro la prostituzione intellettuale e sbatteva in faccia agli avversari gli “zero tituli”. A meno che non abbia congegnato una mossa diabolica per fregarci tutti. Comunque sia, dategli tempo. L’arroganza tornerà, come è giusto che sia. In fondo, tutti quanti lo vogliamo così. Cosa ce ne faremmo mai di un Mourinho umile?

@pippoevai