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"Ecco il mio Real Madrid". José Mourinho parla già da allenatore del club spagnolo. Il tecnico portoghese dell'Inter ha dichiarato in un'intervista al quotidiano spagnolo AS: "Punto a vincere Liga e Champions per diventare il primo allenatore ad aver vinto i campionati in Inghilterra, Italia e Spagna ed essere il primo a vincere tre Coppe con tre club diversi. Ho grandi motivazioni, ma non perderò la mia umiltà. Voglio una squadra equilibrata e compatta, che giochi bene per vincere ma sia consapevole dei suoi difetti. Sono sicuro di poter recuperare Kakà, lui e Cristiano Ronaldo dovranno sacrificarsi per la squadra. Non dimentico Raul, ma un professionista di 36 anni non può pretendere di essere sempre titolare perché di Maldini e Zanetti ce ne sono pochi. Nell'Inter, ad esempio, Materazzi era felice per aver giocato un minuto nella finale di Champions e Cordoba era contento pur senza giocare. Avremo la nostra identità, non imiteremo nessun'altra squadra. Non sarò mai nemico del Barcellona, come non lo sono stato del Milan o di altre rivali. Ho grande rispetto per Guardiola, lo conosco da tanti anni e con lui ho un buon rapporto". Mercato: "Vorrei prendere un ragazzo della 'cantera' e farne una stella. Milito è un grande attaccante, ha tutto e i grandi club sono stati ciechi con lui. Mi piacerebbe averlo con me, però è entrato nella stroia dell'Inter e l'Inter non può permettersi di lasciarlo partire. Maicon è un 'crack', un portento fisico con una qualità fantastica, un terzino che segna 6-7 gol a stagione senza calciare punizioni e rigori. E' in un momento della sua carriera in cui dovrebbe vivere un'esperienza non ancora vissuta, mi piacerebbe averlo con noi. De Rossi? Credo che sia impossibile acquistarlo, perchè lui e Totti sono la Roma. De Rossi è romanista da sempre e credo che sia impossibile portarlo a Madrid. Di Maria è un giocatore fantastico in Portogallo, ma non so come possa rendere in Spagna o in Italia. Se fosse disponibile ad un prezzo accessibile lo prenderei, altrimenti no. Gerrard e Lampard? Sono due grandissimi centrocampisti che danno sempre tutto, poi a me piacciono i giocatori trentenni". Addio all'Inter: "Un allenatore fa il suo lavoro al meglio quando tutti danno il loro contributo. Volevo Ricardo Carvalho all'Inter, Branca mi disse che Lucio era più forte ed io ho seguito il suo consiglio. Da 4-5 mesi avevo deciso di lasciare il calcio italiano, un ambiente che brucia molto. I risultati hanno facilitato il mio addio, sono rimasto concentrato sui risultati da centrare con l'Inter e non ho voluto sapere nulla del mio futuro. Poi ho capito che il Real mi voleva e che io volevo e il Real ed è nato un cammino che mi ha portato qui. Prima della finale avevo già deciso, l'Inter sapeva che non era una questione economica e che non avrei cambiato idea, c'era la certezza assoluta che sarei andato ad allenare il Real. Adesso c'è una clausola di 16 milioni, ma spero si arrivi a un accordo".