C’è qualcosa che non va nella testa del nostro calcio. Qualcosa di serio. Mentre dalla B in giù un mondo rischia di crollare, uno dei problemi principali dei megadirigenti del pallone sembra essere la fascia dei capitani. Che deve essere uguale per tutti. Niente più colori delle squadre, dediche, messaggi (quasi sempre positivi, a volte toccanti), piccoli spruzzi di fantasia o perfino di arte. Qual è lo scopo di questa cervellotica decisione?

Il paradosso è che diventi fuorilegge perfino la fascia che la Fiorentina dedica ad Astori, che dei viola era il capitano. Chissenefrega dei sentimenti dei calciatori, dei tifosi, dei dirigenti, di chi ha vissuto con lui e una mattina non l’ha visto arrivare a colazione? Se oggi il capitano viola indossa la fascia con il 13, nel nome di Davide, viene multato. Spontanea la ribellione della squadra: non rinunciamo alla nostra fascia, vuol dire che pagheremo.

Sembra che una fascia da capitano diversa da quella imposta dal Palazzo sia un’offesa al calcio. Poi però capita che quelle stesse istituzioni, intransigenti per la dedica ad Astori, accettino - ad esempio - che la Juve da anni mostri nel suo stadio due scudetti in più di quelli che le vengono riconosciuti dalla stessa Federcalcio e che le sono stati tolti per motivi che qualcuno finge di avere dimenticato, ma rimangono gravissimi.

Astori deve scomparire, gli scudetti cancellati dalla giustizia sportiva possono rimanere. E' un calcio senza anima e senza pudore.

@steagresti