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Radja Nainggolan torna a parlare di com'è finita la sua esperienza all'Inter. Il centrocampista belga, in prestito al Cagliari ma ancora di proprietà del club nerazzurro, ha dichiarato al microfono di Diletta Leotta su DAZN: "Sì, mi sarebbe piacuto essere allenato da Antonio Conte. Anche se un mese è poco per giudicare, ho visto la sua determinazione e le sue idee. E' molto chiaro e diretto, quando una cosa non andava bene me la diceva subito".

"Un giorno mi ha chiamato da parte e mi ha detto che era 'malato' per me e che mi voleva al Chelsea, ma la società nerazzurra ha preso un'altra decisione che lui condivide. Me lo ho ha detto di persona e per questo lo apprezzo, io ero tranquillo e gli ho detto 'va bene' senza problema". 
 
SUL GOL QUALIFICAZIONE - "È stata un'esultanza un po' leggera. Non era polemica. La gente pensa fosse polemica: ero molto contento ma era più un sospiro di sollievo. Ho provato delle emozioni più di sofferenza che di gioia".

SULL'ADDIO - "Non me lo aspettavo. Marotta non mi è mai venuto a parlare, non me l'hanno mai detto. Vado in vacanza e poi a fine giugno mi chiamano in riunione dove mi dicono che hanno fatto altre scelte. Io poi ho svolto il ritiro, allenandomi bene e cercando di convincere l’allenatore, ma non sono riuscito a fargli cambiare idea perché la società aveva preso una decisione e lui, giustamente, ha dato retta alla società".