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Luís Carlos Almeida da Cunha, noto al mondo come Nani, è il calciatore più vincente che si appresta a vestire la maglia del Venezia nell'era moderna. Il portoghese è stato ufficializzato oggi e sbarca in Laguna con un carico di trofei impressionante. Il palmarès è di prestigio: campione d'Europa con il Portogallo nel 2016 e vincitore della Confederations Cup l'anno successivo, in bacheca anche una Champions e quattro Premier League con il Manchester United, più altre svariate coppe tra Portogallo e Inghilterra, dove ha speso gli anni migliori della sua carriera. L'unica remora - la classe non di discute - riguarda l’età. Nani ha 35 anni compiuti - due mesi fa - e ha giocato le ultime stagioni nella MLS, dove ha comunque giocato su buoni livelli e con continuità (31 gol in 87 partite), confermando una fisicità ancora integra e notevoli motivazioni. 

Il suo arrivo a Venezia riallaccia il filo storico con un altro acquisto di gennaio, che risale più di vent’anni fa. Proprio in questi giorni, nel 1999, l’Inter infatti cedeva in prestito al Venezia il 23enne Alvaro Recoba, reduce da una stagione e mezza in nerazzurro in cui aveva trovato poco spazio. Recoba trovò una squadra in affanno, che stava lottando per evitare la Serie B e la trascinò di peso verso una incredibile salvezza, anzi, di più, impreziosita da un clamoroso 11° posto finale. 19 presenze, 10 reti, un contributo continuo di magie, assist, giocate da fuoriclasse: Recoba all'epoca fece davvero la differenza. Era il Venezia allenato da Walter Novellino,  in campo a fagli da chioccia c'era un certo Beppe Iachini e «El Chino» dimostrò tutto il suo valore, tornando l'estate successiva all'Inter. Era un Recoba che doveva ancora dimostrare tutto, qui invece parliamo di un eccellente giocatore - Nani - che almeno per un decennio ha attraversato il calcio europeo con brillantezza.
La vita di Nani è la dimostrazione che la tenacia e la caparbietà portano lontano. Nato a Capo Verde, cresciuto nella miseria, abbandonato prima dal padre e poi dalla madre, affidato ad una zia, quando è ragazzino Nani si trasferisce in Portogallo. E lì, grazie al calcio, trova il suo destino, fin dalle giovanili dello Sporting Lisbona, dove fa coppia fissa con Cristiano Ronaldo, che diventerà uno dei suoi più grandi amici. Talmente amico che ai tempi del Manchester se la spassavano sempre insieme. Destò grande scandalo quando Cristiano, Nani e Anderson organizzarono un’orgia nella villa di CR7, ma le fanciulle raccontarono tutto ai tabloid. Il resto è storia. La figura più importante nella sua vita professionale è stata quella di Alex Ferguson, che al Manchester gli ha fatto da padre putativo e l'ha trasformato in un giocatore di caratura internazionale. Nani torna in Italia dopo tre anni e mezzo. Aveva chiuso infatti la stagione 2017-18 con la Lazio (18 presenze, 3 gol in campionato).

La Serie A è comunque nel suo destino: doveva arrivarci già nel 2014, la trattativa era a buon punto, poi intervenne il Manchester e bloccò tutto, con grande dispiacere del portoghese. Va detto che già ai tempi della Lazio lo scatto non era più quello di un tempo, così come il dribbling a saltare l'avversario veniva utilizzato con sempre meno frequenza; ma l'assist in canna rimane una sua peculiare caratteristica e - soprattutto - la riserva di qualità di cui dispone sarà un valore aggiunto per il Venezia. Infine: giocando sul suo nome, alla Lazio aveva il numero 7; mentre ad Orlando ha scelto il 17, numero che gli portò fortuna a Manchester. A Venezia c’è un problema: il 7, il 17 e il 77 (altra maglia usata da Nani in carriera nella sua seconda avventura allo Sporting Lisbona) sono già occupati, rispettivamente da Pasquale Mazzocchi, Denis Johnsen e David Okereke.