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Sei anni napoletani, passati a schivar colpi provenienti da ogni dove, come farebbe un pugile esperto. Lui sempre tra due fuochi, prima confidente di Mazzarri, poi amico di Benitez. Riservato, lontano dai riflettori, pacato, mai fuori dagli schemi, questo è Riccardo Bigon. Un direttore sportivo “di sostanza” che però ieri sera ha “tradito” quel personaggio che faticosamente era riuscito a costruirsi durante la sua esperienza partenopea. Come si legge sul "Roma", è esploso, sopraffatto dalla tensione, dalla posta in palio altissima, quando il risultato era ancora fermo sul due a due. Proteste veementi e espulsione inevitabile. Un modo (involontario) per sottrarsi alla contestazione che di li a poco si sarebbe abbattuta sui calciatori.

Lo attende il Verona che nel frattempo ha salutato Sean Sogliano, in corsa per la sua successione, proprio a Napoli. Va via dopo una stagione fallimentare che finisce per coinvolgere anche lui. Il mercato, condotto spalla a spalla con Benitez (con la supervisione di De Laurentiis) ha regalato, almeno quest’anno, pochissimi sorrisi e tanti sprechi. Risorse gettate al vento, basti pensare a Michu, De Guzman, David Lopez e forse allo stesso Koulibaly al quale, in ogni caso, andranno concesse nuove opportunità, se non altro per l’attenuante legata alla giovane età. Cosa lascia Bigon? Tanti, tantissimi problemi da risolvere, dei quali è corresponsabile, avendo operato a stretto contatto con i vertici tecnici e societari, pur non godendo di grandissima libertà di manovra, anzi.