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Mario Draghi guida l'Italia come un allenatore guida la propria squadra. Il premier ha dichiarato all'assemblea di Confindustria: "Un governo che cerca di non far danni è già molto, ma non basta". Lo stesso discorso vale anche in Serie A, dove le panchine stanno assumendo un ruolo sempre più importante. 

Il più pagato di tutti è Allegri, che alla Juventus guadagna 9 milioni di euro netti all'anno. Anche per questo da lui è lecito aspettarsi qualcosa in più di un semplice compito da gestore dello spogliatoio. Chi invece sta dando già ottimi risultati anche dal punto di vista del gioco sono Italiano alla Fiorentina, Juric al Torino, Mourinho alla Roma e specialmente Spalletti al Napoli. 
Quest'ultimo è primo in classifica a punteggio pieno dopo cinque giornate di campionato. In seguito alla vittoria per 4-0 sul campo della Sampdoria, Spalletti ha giocato a nascondino: "Ci mancano ancora 72 punti per la Champions". In realtà un totale di 87 punti è praticamente da scudetto: basti pensare al fatto che l'Inter di Conte si è laureata campione d'Italia con 91 punti in una Serie A molto meno equilibrata di questa. Nelle ultime 17 stagioni (da quando la Serie A è a 20 squadre) sono sempre bastati meno punti per il quarto posto: 78 nel 2020/21 e nel 2019/2020, 69 nel 2018/19, 72 nel 2017/18 e nel 2016/17, 67 nel 2015/16, 64 nel 2014/15, 65 nel 2013/14, 70 nel 2012/13, 62 nel 2011/12, 66 nel 2010/11, 67 nel 2009/10, 68 nel 2008/09, 66 nel 2007/08, 65 (senza penalizzazioni) nel 2006/07, 74 (senza penalizzazioni) nel 2005/06 e 62 nel 2004/05. Tra le tante doti che ha nel proprio bagaglio, Spalletti è anche furbo e mente sapendo di mentire. Per il bene suo e del Napoli, che sogna il tricolore.