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Una pazza idea nata nella mente di Aurelio De Laurentiis proprio nei giorni nei quali il futuro di un simbolo della napoletanità come Lorenzo Insigne è avvolto nel mistero. Il ritorno di Fabio Quagliarella nella squadra e nella città che fu costretto a lasciare nell'estate 2011 per trasferirsi alla Juventus sarebbe la chiusura di un cerchio nella carriera di un campione che all'età di 36 anni è ad un passo dal conquistare il titolo di capocannoniere di Serie A. Un'ipotesi che potrebbe diventare qualcosa di più concreto a stretto giro di posta, non appena sarà più chiaro il futuro in casa Sampdoria. Dalla permanenza o meno in panchina di Marco Giampaolo, che ha restituito al calcio italiano un giocatore capace di riconquistare pure la maglia della Nazionale, agli scenari societari e un club al centro di diverse trattative per la sua acquisizione.

A NAPOLI DI CORSA - Quagliarella sta bene a Genova, ha ancora un anno di contratto e non avrebbe apparentemente buoni motivi per lasciare Genova, a meno che a chiamarlo non sia proprio il Napoli, la squadra del cuore. Abbandonata, ma lo si è saputo a molti anni di distanza, non da traditore, come in tanti avevano immediatamente stabilito da tifosi feriti, bensì costretto da circostanza strettamente personali molto più grandi e molto più gravi. "Al Napoli tornerei di corsa", avrebbe fatto sapere il bomber di Castellammare di Stabia a chi ha provato a capirne di più in queste ultime ore ed è proprio alla sua volontà che la Sampdoria stessa ha intenzione di rimettersi. Anche perché a luglio diventerà obbligatorio il riscatto di Manolo Gabbiadini dal Southampton per 12 milioni di euro pagabili in tre tranche e a breve verrà deciso il destino di Defrel, in bilico tra un ritorno a Roma e una conferma a Genova.

IL PARERE DI ANCELOTTI - Nel frattempo, De Laurentiis avrebbe già sottoposto la sua intenzione di rendere realtà questa romantica suggestione a Carlo Ancelotti, che si ritroverebbe un elemento in più nel reparto offensivo con Milik e un Mertens più vicino al rinnovo di contratto. Perchè Napoli può essere spietata con i suoi figli, come dimostra il caso Insigne, ma aggiungere giocatori in grado di vivere visceralmente il legame con la squadra può rappresentare un punto di forza in una fase storica in cui il senso di appartenenza è merce sempre più rara.