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Con un risultato tennistico il Napoli massacra la Fiorentina. Il 6-0 pesa tantissimo non solo per i tre punti conquistati e il largo risultato portato a casa, ma anche in termini di fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. Ieri al Maradona di Fuorigrotta si è finalmente vista una squadra cinica e spietata sottoporta, proprio ciò che Gattuso chiede da tempo ai suoi ragazzi. 

IL RITROVATO FEELING - Questo avvio di 2021 non è stato di certo esaltante sotto il punto di vista del gioco espresso da parte del Napoli. Dopo la vittoria non semplicissima contro l'Empoli in Coppa Italia Gattuso ha deciso di ricompattare il gruppo. Giovedì per la squadra, infatti, c'è stato un giorno di riposo dagli allenamenti con un pranzo ad Ercolano tutti insieme per rilassarsi e ritrovare quel feeling smarrito da un po' di tempo (VEDI QUI). Da lì è nato il famoso "Patto del Vesuvio" con la squadra che ha mostrato contro la Fiorentina la serenità che mancava praticamente dalle primissime vittorie nette contro Genoa e Atalanta nelle prime giornate di campionato.

VERSO LA SUPERCOPPA - Mercoledì ci sarà il primo grande impegno della stagione. Il Napoli ha l'opportunità di portare a casa la Supercoppa italiana dopo aver vinto la Coppa Italia. Lo farà affrontando la Juventus ancora una volta, cercando di ripetere il risultato del 2014 quando i tiri dal dischetto furono benevoli al Napoli. Di quella famosa partita oggi in azzurro ci sono ancora Koulibaly, Mertens e Ghoulam, che sognano di alzare ancora una volta il trofeo. Lo faranno con un umore importante, perché vincere 6-0 a pochi giorni da una sfida decisiva fornisce una carica incredibile. Ma lo farà anche con l'inerzia dei risultati positivi perché il Napoli nell'avvio del 2021 ha collezionato 4 vittorie e 1 sconfitta (tra campionato e Coppa Italia).
INTANTO IN CITTÀ - Di fronte ci sarà una Juventus zoppicante, che ha mostrato tantissimi difetti nell'ultima sfida contro l'Inter a San Siro. Le assenze si fanno sentire e l'ottimismo contro la Juve incerottata cresce a dismisura. Il Napoli ha convinto i tifosi partenopei con una super prestazione e proprio il passo falso di Milano da parte dei bianconeri ha amplificato le sensazioni positive da parte dei supporters azzurri. Juventus-Napoli resta una sfida sentitissima in città e Napoli vuole rivivere le emozioni provate in quella famosa partita all'Allianz Stadium il 22 aprile 2018 decisa dallo stacco di Koulibaly in extremis. Napoli è una città che vive anche di scaramanzia: l'arbitro del match sarà Valeri, che ha già diretto la Supercoppa tra Napoli e Juventus nel 2014, quando gli azzurri ebbero la meglio sui bianconeri ai rigori.

COSÌ IN CAMPO - In questa prima parte di stagione Napoli e Juventus non si sono mai affrontate. L'impegno di campionato dello scorso 4 ottobre è rimandato al mese prossimo, dopo il grande caos generato dal blocco della Asl di Napoli. L'ultimo incontro risale proprio alla finale di Coppa Italia, vinta dal Napoli ai calci di rigore il 17 giugno 2020. Rispetto a quella partita qualcosa è cambiato, a partire dal modulo di gioco con Gattuso che oggi si affida al 4-2-3-1. Cambiano anche gli uomini a disposizione, perché sono arrivati innesti come Osimhen e Petagna. Il nigeriano non ci sarà causa Covid (e infortunio), mentre l'ex Spal è uscito malconcio dalla sfida contro la Fiorentina. Stringerà i denti, proverà a farlo per guidare l'attacco del Napoli. Sono ben cinque i cambi rispetto a sette mesi fa per Gattuso. A partire da chi difenderà i pali, con Ospina che sarà il portiere titolare. Nella difesa a 4 spazio a Manolas di fianco a Koulibaly (mentre a Roma scese in campo Maksimovic al posto del greco), sulle fasce agiranno Mario Rui, favorito su Hysaj a sinistra, e Di Lorenzo che ritroverà il suo posto a destra. La mediana vede ancora Demme ma trova un Bakayoko in più. Tra le linee Zielinski, l'ormai insostituibile Lozano a destra - che raccoglie l'eredità di un simbolo come Callejon -  e Insigne sul fronte opposto. L'unica punta dovrebbe essere Petagna, infortunio permettendo. Mertens non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, resta l'alternativa. Llorente, invece, potrebbe essere un'arma da schierare solo a gara in corso nei minuti finali.