La partita contro la Fiorentina l’ha vinta Ancelotti, con Insigne al centro dell’attacco. In attesa che il Napoli assuma un’identità più marcata, è bastata questa mossa per battere i viola e riprendere la corsa dopo lo 0-3 di Marassi contro la Samp. Da Ancelotti non ci possiamo aspettare un gioco travolgente, ma un’idea vincente sì e l’idea è stata quella di cambiare la posizione di Insigne. Possono bastare la prestazione, il gol e i 10 tiri di Lorenzo per dire che è stata un’idea illuminante.

Il Napoli ha vinto con merito, la Fiorentina ha resistito solo un tempo e ha concesso troppo nel secondo, quando solo Chiesa ha dato corsa e scatto alle ripartenze e quando il possesso palla dei padroni di casa è passato dal 52 per cento al 61 per cento, con un aumento della pericolosità certificato dalle conclusioni, 7 nei primi 45', il doppio nella ripresa. Al Napoli è mancata la precisione in zona-gol, alla Fiorentina è mancata la forza fisica del centrocampo.

INSIGNE AL CENTRO. In ogni caso, già il primo tempo era stato leggermente più napoletano, per numero e qualità delle occasioni, però la Fiorentina non era mai uscita dalla partita, non l’aveva mai lasciata interamente nelle mani degli avversari. Lo spostamento di Insigne al fianco e più spesso alle spalle di Mertens, con il passaggio dal 4-3-3 al 4-4-1-1, ha colto di sorpresa la difesa viola, soprattutto sul fianco destro, presidiato da Milenkovic. Togliendosi dalla fascia, Insigne l’ha lasciata quasi del tutto a Mario Rui, la cui spinta ha costretto Chiesa per mezz’ora a ripiegare. Lorenzino ha creato più di un problema, fin dall’inizio è stato il più pericoloso, il più incisivo, fino a diventare decisivo.

POCO MERTENS. Ma perché la mossa di Carletto fosse efficace come il tecnico sperava già nei primi 45', ci voleva un contributo diverso da parte di Mertens, troppo spesso attardato e quasi sempre poco consistente. Ha avuto un solo momento di rilievo, quando ha bruciato Milenkovic in area viola (il serbo aveva controllato male la palla) ed è stato messo giù. Non
era rigore né per Fabbri, né per Giacomelli al Var. Mah.

I NUOVI REGISTI.
L’anno scorso la guida dei viola era Badelj, quella del Napoli era Jorginho. Dopo il mercato, Pioli e Ancelotti hanno cambiato e le novità, nel ruolo che determina il gioco, non sono dispiaciute. Sul fronte azzurro, Hamsik è partito bene, con un lancio dritto, preciso e col tempo giusto per Insigne, mentre nel finale è entrato nell’azione del gol; sul fronte viola, Veretout (che era al debutto dopo le due giornate di squalifica) ha trovato subito la posizione e ha tenuto insieme la squadra finché ha avuto l’energia per farlo. L’unico timore della Fiorentina, alla vigilia di questa partita era nella sua porta che il giovane Lafont, infortunato, aveva lasciato a Dragowski. In realtà, il timore si è trasformato in certezza: il portiere polacco non ha sbagliato un intervento, né fra i pali, né in uscita, fino alla prodezza sulla palla-gol finale del suo connazionale Zielinski.

RIPRESA DEL NAPOLI. Nel secondo tempo il Napoli ha accentuato la pressione e ha avuto le migliori occasioni con Insigne e Mertens, un minuto prima di uscire per lasciare il posto a Milik. Il Napoli attaccava, ma la Fiorentina per i primi 20' non è andata in affanno. Poi però ha iniziato a perdere posizioni in mezzo al campo e Pioli ha deciso di mettere nuova energia in quel settore, con Dabo e Edimilson al posto di Gerson e Veretout. I cambi non hanno portato alcun sollievo. Il Napoli ha continuato a macinare in attacco, la Fiorentina ha cercato il contropiede con Chiesa e Benassi, ma quando ribaltava il gioco non trovava la sponda in Simeone, che ha sofferto tantissimo la fisicità di Koulibaly: dopo il drammatico 0-3 del Franchi del campionato scorso, determinato anche dalla sua espulsione, con tripletta di Simeone, voleva prendersi la rivincita sul Cholito e c’è riuscito.

LA PERLA DI INSIGNE (CON BACIO...). Mentre la partita sembrava sul punto di spegnersi come ritmo e intensità, complice anche la Fiorentina che continuava ad abbassarsi e ora rinunciava (non ce la faceva più) a ripartire, il miglior giocatore del Napoli l’ha risolta con una perla. Vitor Hugo, pressato proprio da Insigne, ha buttato via la palla in uscita, l’ha riconquistata Koulibaly, tocco per Hamsik con Edimilson e Dabo colpevolmente distanti dallo slovacco, tocco facile per Milik che, spalle alla porta, ha avuto il tempo di girarsi e di scorgere il taglio di Insigne dal centro dell’area verso destra, Lorenzo ha bruciato Pezzella sullo scatto e ha piazzato la palla sul secondo palo facendola passare fra le gambe del difensore argentino. A poco più di 10' dalla fine, una squadra non può difendere perdendo tutti i riferimenti. L’errore è stato pesante.

VITTORIA MERITATA. Visto dalla parte del Napoli, quel gol è invece la sintesi di un collettivo che si sta trovando, dove le posizioni cambiano per disorientare l’avversario: Milik, la prima punta, ha fatto l’assist per la rete di Insigne, la seconda punta. Stava combinando troppo poco, la Fiorentina, per meritare il pareggio. Pioli ha tentato con Pjaca al posto di Benassi e col 4-2-3-1, ma il Napoli era oltre. Ancelotti ha dovuto sostituire Insigne che non stava bene e quando Lorenzino è passato dalla panchina ha ricevuto il bacio di Carletto.
 
Napoli-Fiorentina 1-0 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 34' st Insigne

Assist: 34' st Milik 

Napoli (4-3-3): Karnezis; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Hamsik, Zielinski; Callejon (25' st Ounas), Mertens (12' st Milik), Insigne (36' st Rog) . All. Ancelotti

Fiorentina (4-3-3): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi; Benassi (35' st Pjaca), Veretout (19' st Edimilson), Gerson (15' st Dabo); Chiesa, Simeone, Eysseric.  All. Pioli

Arbitro: Fabbri di Faenza

Ammoniti: Chiesa (F), Benassi (F), Zielinski (N), Dabo (F)