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La Lazio: già fatto. Il Manchester: da fare. L'Atalanta: già fatta. E pure la Juventus. E il Novara no, semplicemente perché non lo ha mai incontrato fino ad ora. Però al Lecce sì, l'ha fatto. E alla Roma pure in tutte le salse. E al Genoa anche. Si scrive Hamsik, ma si legge gol: uno per qualsiasi carissimo nemico fin qui incrociato, Manchester escluso, che però è alla porta.

Quattro anni di Hamsik, quattro anni di Napoli, ma non è finita con queste centottantuno presenze, perché all'orizzonte c'è dell'altro, c'è il desiderio di restare a scrutare l'orizzonte dall'eremo di Castelvolturno, c'è la voglia matta di dare seguito a quel percorso avviato in una sera d'estate con una frase cult: 'Voglio crescere con questa squadra e sentire la musica del Champions qui'.

I sogni son desideri e mentre le note riempiono l'aria, tutto intorno sa di Marek Hamsik: la capigliatura un po' naif, l'esultanza sempre diversa - s'aggiusta la cresta, spalanca le orecchie e urla 'non sento niente' , si mette in posa sulla linea bianca e osserva la sua curva - e l'espressione da scugnizzo. Gli mancano il Manchester e il Novara, tra quelle da affrontare...

(Corriere dello Sport - Edizione Campania)