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"​Prima, quando mi dicevano che il lavoro paga, io pensavo 'sì vabbè'. Un giorno andavo a tutta e quello dopo tiravo il freno. Ora ho capito che come ti alleni in settimana, rendi la domenica: è matematico". Firmato, Mattia Zaccagni. Sta tutta qui la trasformazione del centrocampista del Verona, al centro del gioco e leader in campo dei gialloblù, protagonista della miglior stagione della sua carriera, con cin qui gol segnati e sette assist. Numeri che testimoniano lo scatto mentale che ha avuto il centrocampista romagnolo, per la gioia del Verona e di Ivan Juric, plasmatole del suo talento, che ora se lo gode ma già sa che, a giugno, sarà difficile trattenerlo.

PIANO NAPOLI - Il Napoli, infatti, guida la lista delle pretendenti per Zaccagni. Già a gennaio gli azzurri hanno avviato i contatti con il club del presidente Setti e del direttore sportivo D'Amico, su una base di 15 milioni di euro. Una cifra tutt'altro che alta, visto il rendimento da record che sta avendo il classe '95. Una trattativa facilitata anche dai rapporti tra i due club: nel gennaio 2020 Napoli e Verona chiusero l'operazione Rrahmani, acquistato ufficialmente e lasciato poi in prestito ai gialloblù fino ad agosto. Per Zaccagni la strategia scelta è diversa: discorsi avviati, con l'obiettivo però di chiudere tutto direttamente la prossima estate.

FATTORE CALHA - Il Napoli resta in pole position, ma sa di non essere solo nella corsa a Zaccagni. Nei mesi scorsi anche il Milan ha avuto un contatto diretto col Verona, per far sapere di essere pronto a presentare un'offerta, soprattutto in caso di mancato rinnovo di Hakan Calhanoglu coi rossoneri. I passi avanti di queste settimane verso il prolungamento del centrocampista turco hanno messo in standby - ma non chiuso - l'opzione Zac per Maldini e Massara. Intanto, Mattia continua ad allenarsi e giocare con l'idolo Del Piero in testa. Senza mai "tirare il freno", verso un doppio obiettivo che vuole conquistare la prossima estate: il salto in una big e la Nazionale.