4
Gabriel Romito, portiere del Castel Di Sangro, è diventato l'eroe locale negli ultimi giorni. Protagonista per aver effettuato più interventi decisivi su Arek Milik e per aver parato il rigore a Younes, Romito è stato acclamato dai tifosi presenti allo stadio e oggi è riconosciuto anche al suo posto di lavoro, il bar Serricchio proprio a Castel di Sangro. A Calciomercato.com racconta: "Una bella emozione. Nell'arco di 48 ore ho trovato un giro nella testa che ancora non riesco a realizzare. Il calcio che viviamo oggi è puro divertimento. Non siamo stipendiati, c'è stato un grande applauso da parte di tutti perché hanno capito che siamo giocatori che fanno questo per passione. La cosa bella è stata quando siamo stati acclamati dal Napoli, dai tifosi nostri. Il calcio che abbiamo fatto noi è quello che vogliono vedere".

IL CALCIO A CASTEL DI SANGRO - "Qui il calcio si vive in un modo non professionistico. Noi giochiamo per passione, per portare avanti un progetto e non abbandonare il sogno del calcio. Tutti ci chiedono come mai non proviamo a fare calciomercato prendendo qualcuno di forte. Ma siamo amici, viviamo questa passione tra noi dando tutto per provare a fare dei numeri in campionato. Questo è lo spirito di Castel di Sangro e sarà sempre così".

MERET - Ho stretto la mano a tutti, sono stati molto gentili. È stato un onore parlare con Meret, che mi ha dato anche la maglietta. Stringergli la mano, vedere lui che viene verso di me e mi dice 'Sei grande, sei un gran portiere' e avere la sua maglia è stato un onore. C'è stato anche un battibecco con Younes sul rigore, ma alla fine ci siamo stretti la mano ed è stato molto bello".

MILIK - "Spero non dipenda da me la fine dell'esperienza a Napoli di Milik, altrimenti mi dovrò mettere tutta Napoli contro. Al di fuori di Arkadiusz, che è un grandissimo giocatore, sono contento di quello che è successo. Lui è uscito tra i fischi, ma io tra una standing ovation".
IL RIGORE - "È stata un'emozione. I rigori sono sempre una lotta per i portieri che li parano per fortuna, provano a giocarsela, ma alla fine lo specialista è sempre quello che tira. Quando c'è stato il rigore ho pensato 'Devo far vedere quello che sono, provo almeno a dimostrarlo'. Poi si è realizzato, l'ho intuito ed è successo quello che doveva succedere".

CALCIO DILETTANTISTICO - "Questo sport lo fa principalmente chi ha passione a questi livelli. Fermarsi non è stato semplice. Noi fortunatamente siamo rientrati nelle prime tre e siamo saliti in Eccellenza. Ma mi metto nei panni delle altre squadre, è stata una botta perché non è bello ricevere notizie del genere. Il calcio dilettantistico lo vediamo in questo modo, mettendoci tutta la forza possibile, facendo entrare tutti i giocatori e far vedere cosa sappiamo fare".