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Pazzo Napoli, per rivedere l'Europa va fino al ciglio del burrone. Si sporge, ma non precipita. Nella serata che sembrava amarissima, con fischi che bruciavano come frustate, con errori e gol ucraini che sbattevano la squadra in fondo al girone F, appare Cavani nelle luci della sua grandezza. Faccia da indio, i lampi di carbone negli occhi, la zazzera ondulata e nera da profeta, immenso agile spietato, Cavani restituisce il suo club al rispetto di Europa League e campionato. Cavani è il calcio.

Tutt'e due insegnano che un abisso separa i campioni dalle comparse, che la classe non soccombe alle tattiche più caparbie, che non c'è confine tra incubi e sogni. Il Napoli li ha vissuti tutt'e due. Questa partita, i quattro gol, la fantastica fuga dalla paura: tutto va ricordato da oggi. Basta luoghi comuni, basta ipocrisie, basta pensare che il gioco conti più dei giocatori.

(Repubblica - Edizione Napoli)