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Un compromesso, un patto se preferite: Ancelotti ha riunito il gruppo, lo ha fatto questa mattina a Castel Volturno. Una mossa per capire se può ancora definire questa squadra ancora la 'sua' squadra: quello che emerge è un sì, ma condizionato. Il confronto è stato forte, sincero, forse tardivo per quella che è la situazione attuale del Napoli: ed Ancelotti spera che la montagna non abbia partorito il topolino. La decisione del ritiro, presa dal tecnico, è arrivata dopo un'accusa importante lanciata alla squadra: l'assenza pesante di personalità. Ecco cosa ha detto più volte Ancelotti ai giocatori: Insigne e compagni hanno accusato il colpo, hanno mugugnato (e non poco) alla decisione del ritiro, lo hanno accettato, ma hanno anche rilanciato.

LE RICHIESTE. I senatori hanno presentato ad Ancelotti le proprie istanze: giocare con il 4-3-3, allenarsi con più intensità, studiare meglio anche gli avversari. Insomma, quello che vogliono i calciatori del Napoli è una pelle diversa, da sentire più aderente alle proprie esigenze. Dopo aver ascoltato la ramanzina del tecnico, in un confronto durato più di un'ora, sono arrivate queste richieste, sono state tirate fuori queste necessità. Ancelotti ha detto sì, ha accettato quasi in toto le richieste, per poi tirar fuori il ritiro, che questa volta è stato voluto, proclamato e concordato nelle procedure abituali e che quindi non vedrà nessun ammutinamento. Si parte da mercoledì e fino al match con l'Udinese si sta tutti assieme per fare gruppo, per far crescere la personalità, per sposare un'unica strada che porti nuovamente il Napoli sul sentiero della competitività.