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Azzurro cielo, azzurro mare. Qual è, però, la tonalità di Lorenzo Insigne? Il Magnifico sembra divertirsi con la tavolozza dei colori in mano: con l'Italia, Lorenzo sembra preferire l'azzurro dell'acqua della Costiera Amalfitana. Luminoso e pulito, come mostrato nella trasferta in Bosnia, ennesima conferma di come la maglia della nazionale lo renda più libero e sereno. Con il Napoli, invece, ecco l'azzurro del cielo: pennellate di classe talvolta macchiate da prestazioni e uscite negative, come nei peggiori giorni di nuvole e pioggia.

PROBLEMA MODULO - Perché, allora, tutta questa differenza di rendimento? Difficile dare una risposta certa, più facile cercare quelle spie lanciate nel tempo - nemmeno troppo di nascosto - dal giocatore stesso. Durante il ritiro della scorsa estate a Dimaro, Ancelotti scherzava con lui: "Lorenzo, ma com'è che in nazionale, con un altro modulo, ti trovi meglio?". Eh già, il modulo. Il tecnico di Reggiolo ha provato a riportare Insigne sulla sinistra, costringendolo però ad una posizione più defilata e arretrata, nel 4-4-2 che ha caratterizzato l'inizio di stagione partenopeo. 

ANCELOTTI IMITA MANCINI -
Mancini, invece, gli ha consegnato le chiavi della fascia sinistra: esterno nel 4-3-3 azzurro, dove Lorenzo ha la possibilità di andare sul fondo e crossare, di rientrare sul destro o di premiare le sovrapposizioni di Emerson Palmieri. La differenza di rendimento è evidente, ma probabilmente la questione non si esaurisce lì. Con l'Italia, infatti, Lorenzo gode di maggior libertà, spensieratezza e meno pressioni. La fascia, ereditata all'ombra del Vesuvio da Hamsik, si è rivelata un eccessivo peso anche per lui che, da quelle parti, è di casa. Ancelotti medita il ritorno al 4-3-3, perchè l'obiettivo è solo uno: ritrovare il vero Insigne. Nazionale docet.