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L’unico che non pativa la situazione era Marco Tardelli. Anzi, lui quasi si divertiva vedendo i compagni imbestialiti vagare in pigiama e sbadiglianti lungo il corridoio al nono piano dell’hotel. Avevano gli occhi gonfi per via di quella veglia forzata. Lo sguardo di Schizzo, al contrario, era vigile come se fosse mezzogiorno. Invece era l’una di notte passata. Tardelli, in ogni caso, non sarebbe riuscito a prendere sonno se non per poche ore all’alba. Gli succedeva sempre così alla vigilia di ciascuna partita.

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