Settimana decisamente brutta per l'allenatore del Napoli, Maurizio Sarri (nella foto mentre riceve il Tapiro d'oro di Striscia la notizia). Il cataclisma dopo il litigio con Mancini: le accuse, le polemiche e le scuse. Ma non finisce qui. Sarri ha sbagliato anche sul piano tattico: ha provato ad avere la meglio sull’Inter con ben sei cambi di formazione. Non c’è riuscito. L’allenatore del Napoli ha fatto mea culpa, prendendosi la responsabilità della sconfitta (la prima interna stagionale e prima vera delusione di questa annata) ma non tanto per le scelte iniziali, quanto per l’aver sostituito l’infortunato David Lopez con Jorginho e non con Insigne.

MEA CULPA - “Volevo gestire la partita in un momento nel quale sono stato chiamato a una scelta - ha spiegato Sarri al San Paolo - invece di aggredire la gara ho cercato di mantenerla sui binari perché stavamo giocando bene e il gol poteva arrivare da un momento all’altro. Invece ho sbagliato”. Infatti Sarri ha creato un inedito tattico con l’ingresso di Jorginho al posto di David Lopez. In campo c’era sia lui (che si è messo in cabina di regia) che Valdifiori, che si è spostato nel ruolo di mezz’ala sinistra, rendendo fragile il centrocampo. Al di là della questione tattica, l’ex Empoli non ha giocato bene. Napoli fragile nel reparto chiave, che si è esposto pericolosamente al contropiede interista, che infatti ha colpito due volte mandando a casa il Napoli.

DIMENTICARE - Sarri non si è soffermato sulle scelte iniziali, ma condannare il turnover sarebbe un errore. La fatica comincia a farsi sentire, e Sarri ha sentito la necessità di far ruotare i suoi giocatori. Ad esempio inserire meglio Strinic (martedì titolare) che fino a poche settimane fa non aveva giocato neanche una gara. Ma anche riabilitare Gabbiadini, super blindato nel mercato invernale e che deve recuperare dall’infortunio di fine 2015. Eppure rinunciare oggi a Higuaìn è rischioso, soprattutto se oltre al Pipita si lasciano in panchina sia Insigne che Hamsik. Callejon e Mertens non sono bastati, e l’Inter (che di cambi ne ha fatti di meno) ha prevalso. Un uomo leale e obiettivo nell'ammettere i suoi errori (non solo su Mancini). Il problema non erano solo i cambi, ma anche le scelte iniziali: insomma una settimana da buttare. Ma ora tutto va messo alle spalle. Vero Maurizio?