Il Napoli ha meritato di vincere. Ha giocato di più e meglio della Spal per tutto il primo tempo, ha saputo soffrire e reagire al pareggio spallino nella ripresa. E’ arrivato al tiro 25 volte (a 13), ha colpito un palo con Milik, creato 7-8 occasioni da gol, concluso 16 volte dentro l’area, calciato 12 angoli (a 1) e mantenuto il possesso della palla per il 61 per cento del tempo. Dati significativi e un risultato che consente ad Ancelotti di puntare ancora alla famosa quota 82 (deve vincere anche le prossime due gare), ma non si pensi che a Ferrara sia stato facile per gli azzurri. Tutt’altro. La Spal han giocato un’altra bella partita, solo un po’ meno convinta (soprattutto nei primi 45') rispetto ai suoi avversari. Il Napoli, che non vinceva tre gare di fila in Serie A dallo scorso dicembre ed è la prima volta che fa il tris consecutivo nel 2019, deve ringraziare Allan (tornato quello vero) e soprattutto Meret che ha strappato una battuta a Semplici, suo ex allenatore, dopo una delle sue parate decisive: “Gli voglio tanto bene, ma mi ha parato pure questa...“.

GIOCO E LOTTA - Con una classifica ormai invariabile, potevano serenamente scambiarsi amichevoli effusioni, invece Spal e Napoli si sono messe a giocare sul serio. Per 45 minuti più il Napoli della Spal, molto più il Napoli, anche se nel primo tempo l’errore più grave del giovane arbitro Abbatista (complice Piccinini al Var) è stato ai danni della squadra di Semplici: era rigore l’intervento di Koulibaly su Petagna, invece l’azione è proseguita fra lo stupore dell’attaccante ferrarese. Se questa partita avesse avuto un peso sulla classifica, altro che stupore.

UN TEMPO AZZURRO - Il Napoli ha chiuso il primo tempo con numeri decisamente a suo favore: 67 per cento di possesso palla, 15 tiri a 3, un palo e almeno 5 nitide occasioni da gol. In questo campionato solo contro il Parma nei primi 45' gli azzurri avevano concluso di più (18 volte). Ancelotti ha cambiato la difesa rispetto alla gara precedente e accentuato un sistema di gioco molto europeo: in avvio d’azione, i due terzini Malcuit e Mario Rui salivano sulla linea di metà campo, i due difensori centrali Luperto e Koulibaly si allargavano nella posizione dei terzini, Allan scendeva sulla loro linea e impostava la manovra. Fa così anche l’Ajax, con De Jong che si abbassa, allargando De Ligt e Blind, per far partire l’azione.

   

27 PALI E TRAVERSE - E’ stato per tutto il primo tempo un bel Napoli, piuttosto attento in difesa e assai creativo in avanti. Dopo 5', Milik si è avvicinato due volte al gol con due conclusioni in due secondi, la prima di sinistro si è stampata sulla base del palo (27° legno nel campionato dei partenopei), la seconda di destro deviata in angolo da Viviano. Il centravanti polacco è stato il più pericoloso, ma l’occasione più clamorosa se l’è creata e se l’è mangiata Younes, capace di saltare tre difensori spallini tagliando orizzontalmente l’area di rigore per poi mettere la palla fuori. Poco prima, Semplici aveva perso Missiroli che si era infortunato per deviare in angolo un cross potente di Callejon. Al suo posto è entrato Schiattarella.

IL COLPO DI ALLAN - Come aveva finito il primo tempo, così il Napoli ha iniziato il secondo. Attaccando. Solo che stavolta al posto delle occasioni sfumate è arrivato il gol. E anche celermente, dopo appena 4'. Lo ha firmato Allan, rivisto ai suoi livelli, quelli precedenti all’offerta parigina. Il brasiliano aveva di nuovo la gamba e la lucidità per iniziare l’azione, per rifinirla e anche per concluderla. Il suo primo tiro in area è stato ribattuto da Bonifazi, la palla è schizzata verso Younes che l’ha addomesticata e messa in mezzo ancora per Allan, il cui controllo ha avuto l’effetto di mandare fuori pista Vicari, poi ha indirizzato la palla sotto l’incrocio dei pali più lontano. Non segnava in campionato dal febbraio 2018, proprio contro la Spal, era la sua decima rete in A e la Spal è l'unica squadra contro cui ha firmato più di un gol. Questa maglia gli porta bene. Per Younes, invece, si trattava del primo assist nel Napoli.

VIVIANO E MERET - Alla sua 250a partita in Serie A, Emiliano Viviano si è fatto ammirare per due interventi decisivi su Fabian Ruiz e Malcuit. Dall’altra il suo predecessore stava per combinarla grossa con un passaggio per Fabian Ruiz pressato da Antenucci, la palla è scappata verso Petagna e Meret, deviando il tiro a botta sicura dell’ex atalantino, si è fatto perdonare.

LA MOSSA DI SEMPLICI - Al 28', il tecnico che ha fatto la storia moderna della Spal ha cambiato la partita inserendo Antenucci al posto di Valoti, schierando la squadra col 3-4-3 e allargando Petagna a destra. Ancelotti, che aveva già messo Verdi al posto di Younes, ha cercato di rispondere cambiando modulo, dal 4-2-3-1 al 4-4-1-1, con Verdi dietro Milik e con Zielinski che avrebbe dovuto spostarsi sulla fascia sinistra per aiutare Mario Rui, in sofferenza di fronte agli spunti di Petagna. Zielinski non ha capito (per questo verrà sostituito con Ghoulam al 39') e da quella parte la Spal ha creato le occasioni più pericolose. E’ stato decisivo Meret su Petagna (occasione preceduta dal suo passaggio sbagliato a Fabian Ruiz) e su Floccari. Che poco dopo è stato abbattuto in area da Luperto. Rigore che stavolta Abbatista ha fischiato anche se con un attimo di indugio. Botta di Petagna, Meret ha deviato la palla senza però evitare che entrasse in rete, 15° gol per l’ex atalantino, sesto rigore realizzato su 6.

LA MOSSA DI ANCELOTTI - Come detto, Carletto ha tolto Zielinski e quando il polacco è passato davanti alla panchina gliel’ha pure spiegato: “Dovevamo metterci 4-4-1-1". L’inserimento di Ghoulam ha liberato Mario Rui, non a caso autore del gol decisivo arrivato al 42' con un sinistro terrificante, dopo un triangolo con Callejon. Il terzino portoghese non segnava da febbraio dell’anno scorso. Ma la Spal aveva ancora qualcosa da dare e Meret è stato decisivo per la terza volta con una paratona su Marko Jankovic, trequartista montenegrino, messo dentro da Semplici negli ultimi minuti: la prima impressione è che di questo ragazzo classe ‘95 sentiremo riparlare presto. Poi c’è stato un altro salvataggio di Luperto su Floccari e lì è finita una partita che non contava niente e forse, per questo, è stata bella e soprattutto piena di emozioni, compreso il debutto in A di Gianluca Gaetano, il primo 2000 con la maglia del Napoli a tagliare un traguardo così prestigioso.

IL TABELLINO

Spal-Napoli 1-2 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 4' s.t. Allan (N), 38' s.t. rig. Petagna (S), 44' s.t. Mario Rui (N)

Assist: 4' s.t. Younes (N)

Spal (3-5-2):  Viviano; Bonifazi, Cionek, Vicari; Lazzari, Missiroli (dal 30' p.t. Schiattarella), Murgia, Valoti (dal 28' s.t. Antenucci), Fares; Floccari (dal 45' s.t. Jankovic), Petagna. All.: Semplici.

Napoli(4-4-1-1): Meret; Malcuit, Luperto, Koulibaly, Mario Rui; Callejon (dal 46' s.t. Gaetano), Allan, Fabian, Younes (dal 19' s.t. Verdi); Zielinski (39' s.t. Ghoulam); Milik. All.: Ancelotti.

Arbitro: Abbattista di Molfetta.

Ammoniti: 8' s.t. Mario Rui (N), 18' s.t. Cionek (S), 23' s.t. Fares (S)​