Il concerto per Pino Daniele al San Paolo è stata la seconda delusione del 2018 per la città di Napoli. Dopo lo scudetto sfumato nonostante i 91 punti della squadra di Sarri, è arrivata anche la distruzione di un mito, per la città campana e per la musica italiana e internazionale. Il tutto a causa dello spropositato ego di alcuni artisti sul palco e della voglia di fare una pubblicità nazional-popolare al proprio parco cantanti da parte dell'agenzia che ha organizzato l'evento. 

"Pino è", il tributo a Pino Daniele a tre anni di distanza dalla sua scomparsa, ha reso tutt'altro che il giusto onore a chi sapeva emozionare con la chitarra e incantare con il suono delle parole in una poetica unione di napoletano, italiano e inglese. Al San Paolo non c'è stata traccia dei giri di blues, delle sonorità jazz che hanno fatto grande la musica di Pino, anche quando erano inseriti all'interno di pezzi apparentemente più semplici e pop. Perché, diciamocelo, cosa c'entrano Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Giuliano Sangiorgi e la moglie di De Gregori con uno che nella sua vita ha suonato, tra gli altri, con Eric Clapton, Joe Bonamassa e Pat Metheny? Per non parlare di tutti quelli, Brignano (fischiatissimo e insultato dal pubblico) e Panariello su tutti, che hanno portato sul palco solo della gran retorica che non fa riflettere ma ridere e una comicità ridicola che faceva invece venire da piangere. 

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Infine i ricordi, in musica e parole, da parte di coloro che hanno collaborato con Pino, come Jovanotti (clamorosamente vecchi e fuori dal tempo i suoi continui e imbarazzanti rap), Ramazzotti, Antonacci, Baglioni, De Gregori e Venditti (che hanno addirittura suonato pezzi del loro repertorio), sono apparsi più un'auto-celebrazione che un reale tributo. Più che un concerto emozionante, insomma, lo show è apparso come un classico programma estivo da prima serata Rai. Mancava solo il nuovo allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti sul palco a intonare" I migliori anni della nostra vita" e lo spettacolino sarebbe stato completo. 

"Pino è" è stato uno spreco, che ha relegato la vera musica napoletana solo a fine serata, quando ormai gran parte dei telespettatori era sintonizzata su Rai Uno solo nell'attesa delle domande di Marzullo. Si sono salvate solo poche esibizioni, tra cui quelle di Fiorella Mannoia ed Elisa, Giorgia, Irene Grandi e Paola Turci. Troppo poco in confronto all'immensità del contributo che Pino Daniele ha dato alla musica. 

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