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Inutile girarci intorno, Sarri e Mazzarri si somigliano. Due toscani, due allenatori dal carattere simile. Burberi, con tanta fame e voglia di emergere e affermarsi. Entrambi gran fumatori (ma Mazzarri ha smesso, salvo novità) ed entrambi con il Napoli nel destino.

SI SOMIGLIANO - Anche se fatica ad ammetterlo, il presidente De Laurentiis è attratto da questo tipo di allenatori. Mazzarri e Sarri hanno un tratto in comune: all'inizio non sembrava, ma poi è venuto fuori. Ed anzi, i tratti in comune sono due. Il primo è l'integralismo tattico: 3-4-2-1 per Mazzarri, 4-3-3 per Sarri. Nessuno osi toccare questi due moduli. Mai vista una variante ad inizio partita, solo molto raramente a gara in corso. Questa caratteristica di Sarri è stata un po' una sorpresa, perché l'allenatore è arrivato da Empoli con una fama di tecnico duttile.

PARAGONI - L'altra caratteristica, e altra sorpresa, è lo scarso utilizzo della rosa nel suo completo. Eppure in questo dato Sarri riesce perfino a superare Mazzarri. L'ex allenatore dell'Inter faceva ruotare anche 17-18 giocatori. Vero che 'dimenticava' qualcuno, che finiva con lo sparire dal campo, ma Sarri fa peggio: per lui appena 13-14 giocatori utilizzati, titolari compresi. Insomma, nel Napoli dopo il classico undici che si vede ad ogni partita (come faceva Mazzarri) ci sono Mertens e David Lopez, poi Chiriches più distaccato. Tutto il resto della rosa è finito nel dimenticatoio. Insomma, Sarri 'peggio' di Mazzarri, i tifosi proprio non se l'aspettavano...