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Il Napoli vince 0-3 il suo ultimo impegno contro lo Spezia. Chiude così il campionato al terzo posto a quota 79 punti. L'allenatore degli azzurri, Luciano Spalletti, ha commentato così al termine del match ai microfoni di DAZN:

LA PARTITA - "È stato importante fare questo risultato all'ultima partita, la dimostrazione che abbiamo avuto a che fare con ragazzi seri, una squadra seria. In tanti non giocavano da un po' ma hanno dato disponibilità a sacrificarsi, a lavorare in maniera corretta in allenamento per poi farsi trovare pronti. I tre gol, inoltre, bellissimi".

MARFELLA - "Nel finale abbiamo potuto far giocare Marfella, la sua parata è stata da portiere di livello top. Questo dimostra avere giocatori professionali e per un tecnico è molto importante".

L'EPISODIO DEI TIFOSI - "È una cosa che fa dispiacere, allontana le persone dal calcio perché negli stadi ci sono le famiglie, i bambini. Bisogna comportarsi diversamente. Ci dispiace molto, bisogna fare in modo che non avvengano queste cose. Dopo che siamo stati lì si sono placati, hanno fatto il tifo e anche questo andrebbe fatto verso i 'viva' la propria squadra e non contro gli avversari".
FUTURO - "I nostri dirigenti e la società stanno già progettando il futuro. Non si può mettere a posto in dieci giorni, è un mercato in cui si dovrà essere bravi a inserirsi al momento giusto in delle situazioni quando capiteranno. Dovremo farci trovare pronti qualora dovessero portarci via qualche calciatore".

LEADER - "Quest'anno mettiamo a rischio diversi leader, per un motivo o per un altro. Perdere tutti insieme farebbe calare il livello della squadra, lo spessore di autostima e di convinzione fa la differenza in uno spogliatoio".

INSIGNE - "Abbiamo già fatto la cena d'addio di Insigne, è venuta fuori una serata bellissima perché Lorenzo l'ha organizzata in maniera perfetta. Hanno partecipato tutti, tutti quelli del Napoli, dal presidente al più umile dei lavoratori nella società. Questo esserci tutti ha compattato ancora di più l'ambiente Napoli e ci sentiamo ancora un po' più forti. Ho parlato con lui del Toronto e mi ha detto 'Chiamami più spesso possibile' perché anche se c'è una grande comunità di italiani, lui ha tatuata sulla pelle questa maglia, questa città e diventa difficile adattarsi a un altro ambiente".