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Negativo e assolutamente inaspettato l'esordio di ieri da parte del Napoli in questa nuova Europa League. Allo stadio San Paolo di Fuorigrotta è arrivato lo 0-1 in favore dell'AZ Alkmaar che è stata brava a svestire i panni della squadra olandese rinunciando alla grande propensione offensiva che li contraddistingue indossando quelli quasi italiani, di una squadra attenta e brava nel fare catenaccio concedendo poco e niente all'avversario, attendendo quasi in 11 sotto la linea della palla e ripartendo cercando di sfruttare i pochi errori dell'avversario in fase difensiva nell'arco dei 90 minuti.

SINGOLE DISATTENZIONI - Il Napoli ne ha commessi di errori, rivedendo il vecchio Koulibaly dello scorso anno, protagonista di troppe amnesie durante la partita. Stava per costare cara una sua leggerezza nel primo tempo, è stata determinante una sua mancata copertura in occasione del gol vittoria da parte dell'AZ Alkmaar. Inutile, però, colpevolizzare un solo giocatore. Perché quella scesa ieri in campo era la brutta copia del Napoli visto nell'ultimo periodo, a partire da un Mertens poco cinico, passando per un Lozano spento, un Fabián Ruiz partito bene e che invece nella ripresa è apparso lento e insicuro. 

ATTEGGIAMENTO - Tante, troppe insufficienze che fanno riemergere vecchi scheletri nell'armadio. In campo si è rivisto l'ultimo Napoli di Ancelotti, senza anima, senza mordente. Proprio da questo ci ha tenuto a partire Gattuso ieri in conferenza stampa, dall'atteggiamento: "Il nostro possesso palla è stato sterile e con troppi palloni giocati sui piedi e senza mai un dai e vai, così non avremmo fatto gol neppure giocando fino a domani. Abbiamo fatto il solletico agli avversari, ci vuole più veemenza e fame. Loro non avevamo mai difeso con cattiveria come oggi, secondo me sono stati più motivati della assenze per il Covid". Le stesse motivazioni che però appena cinque giorni prima hanno spinto il Napoli a disintegrare la super Atalanta in soli 45 minuti di gioco, imponendosi per 4-1 al fischio finale. È qui che però bisogna vedere il cambio di passo, contro le squadre più abbordabili, dove il pronostico è tutto a favore degli azzurri. Nel frattempo domenica ci sarà l'opportunità per rialzare la testa, in campionato contro il Benevento, e Gattuso dovrà fare ciò che gli riesce alla grande, rimotivare la sua squadra per non perdere altri punti preziosi.

IL PERICOLO - Questa sconfitta non pregiudica di certo l'andamento europeo del Napoli, siamo ancora all'inizio. È pur vero che rappresenta un campanello d'allarme perché sono tre punti pesanti che sono stati persi. Ora in vista ci sono due impegni non semplici, in quanto sono due trasferte. La prima, tra sei giorni, sarà a San Sebastián, in casa della Real Sociedad, che ha avuto un grande avvio di stagione riuscendo a balzare momentaneamente anche in vetta alla classifica della Liga spagnola (anche se ha partite in più rispetto a chi insegue). Perdere lì significherebbe compromettere seriamente la prima posizione nel girone e rischiare addirittura di non qualificarsi in un gruppo in cui il Napoli è la squadra più forte delle quattro.

INCIDENTE DI PERCORSO O NUOVA STRATEGIA? - Con l'eventuale peggioramento della situazione in classifica però il Napoli potrebbe cambiare rotta. Se in caso di sconfitta decidesse di concentrare le proprie forze tutte sul campionato come accaduto lo scorso anno con la Lazio o proprio con Sarri sulla panchina del Napoli qualche anno fa? Tra l'altro va ricordato che l'obiettivo principale della società è chiaramente quello di ritornare in Champions, quindi l'impegno principale sarà tutto essere tra le prime quattro della Serie A.

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