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La recessione ha prodotto un effetto anche sul Napoli. In un anno ha ridotto gli indispensabili da tre a uno: ora c'è solo Cavani insostituibile, la stagione passata nelle discussioni accademiche del post partita si viaggiava sempre con Lavezzi e Hamsik. Un bel risparmio per Mazzarri nel fronteggiare quelle critiche che inevitabilmente accompagnano la sconfitta.

A Bergamo è stata la prima, subita in campionato, senza Cavani in campo, eppure tutti hanno evocato la presenza dell'uruguayano per riaffermarne l'imprescindibilità. Esagerazione o realtà? L'unico argomento che rende la questione reale è la teoria della doppia squadra: se per ogni titolare deve esserci un'alternativa di valore almeno simile se non pari, il principio cade quando si arriva al ruolo di Cavani.

Non è un'opinione, è un dato di fatto: se non c'è Cavani, chiunque lo sostituisca non regge il paragone. Soprattutto Vargas, scoperto attraverso le prodezze viste in tv e finora incapace (con qualche eccezione) di replicarle in Italia.

(Il Mattino)