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Che tristezza sentire tutte queste polemiche per il rinvio di una partita per motivi di sicurezza! Ieri sera al San Paolo, com'è noto, si sarebbe dovuta disputare la partitissima tra azzurri e bianconeri, ma ad ora di pranzo, dopo un vertice, la Prefettura ha deciso di rinviare la partita. Secondo le motivazioni ufficiali non c'erano i presupposti per dare sicurezza ai 60mila spettatori che avrebbero affollato lo stadio di Fuorigrotta. Anche le condizioni disastrose delle strade non avrebbero consentito una buona percorribilità alle tantissime persone che arrivavano anche dalle altre province della Campania. E del resto, dopo i sei morti di Genova, proprio ieri mattina un'altra persona ha perso la vita per la caduta di un albero, a Pozzuoli.

In quella riunione nessuno se l'è sentita di prendersi la responsabilità di mettere più di 60mila persone in strada a bordo di auto e scooter (le metropolitane non davano garanzie, alcune funzionano a singhiozzo). E' vero, né la Juventus né la Lega Calcio sono state convocate alla riunione. Era presente il Napoli, ma il ds Bigon non ha detto neanche una parola in quanto non è stato interpellato. E in ogni caso la decisione è stata presa da un comitato prefettizio: non essendo in discussione la praticabilità del campo, le due società e la Lega non dovevano essere chiamate in causa. Perché allora alcuni giornali del Nord ironizzano su questa decisione? Davvero si pensa che ci possa essere stato un 'complotto' per non far giocare questa partita?

Al Napoli non mancavano sei-sette giocatori, ma uno. E c'era un po' di stanchezza, ma nessuno in casa azzurra aveva messo le mani avanti. Allora perché mancare di rispetto a una famiglia che piange il proprio caro scherzando sul sole al San Paolo nel pomeriggio di domenica? E' vero, in modo beffardo le condizioni meteo sono migliorate appena dopo l'annuncio ufficiale del rinvio. Però la decisione è stata presa anche in base a previsioni di un peggioramento delle condizioni meteo in serata (che in parte si sono rivelate sbagliate). Nessuno aveva la bacchetta magica, e nessuno poteva prevedere esattamente come sarebbe stato il tempo. Per una volta che in Italia si è fatta prevenzione, devono subentrare sterili polemiche da paesotto. Complotti e veleni non devono esserci. A mancare, piuttosto, è il rispetto per chi si preoccupa dell'incolumità pubblica, e anche per quello di una persona che non c'è più.