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  • Napolimania: De Laurentiis ha ragione, il calcio riparta (quando sarà giusto) e sia il segnale più bello

    Napolimania: De Laurentiis ha ragione, il calcio riparta (quando sarà giusto) e sia il segnale più bello

    Si susseguono le riunioni, le video e le call conference, in un gergo che, ormai, sta diventando comune anche ai tifosi. Si parla, con tante ipotesi sul tavolo: rinvii, annullamenti, tagli agli stipendi, campionati che saltano, campionati che riprendono, coppe che potrebbero non essere assegnate. Non siamo in guerra, ma è come se lo fossimo: tutti stiamo subendo perdite incalcolabili, con troppe vite strappate agli affetti, senza neppure che ci fosse il tempo di piangere, di pregare per chi è credente. Poi, economiche: ci sarà un disastro dal quale diventa difficile anche capire come se ne verrà fuori. Una mannaia che riguarderà anche il calcio. In tal senso, è ovvio che molti club sono a rischio scomparsa, che molti altri potrebbero uscirne fortemente ridimensionati.

    LA SCELTA DI ADL. La scelta di De Laurentiis di queste ultime ore, stando alle cronache delle riunioni virtuali di Lega, parlano chiaro: ADL è tra quelli che vuole andare avanti, in una spaccatura tra presidenti che ha visto anche qualche battibecco fuori luogo, vista la drammatica situazione. È questo lo stesso motivo per cui trovo altrettanto fuori luogo commentare queste baruffe. Quello che conta, invece, è comprendere la volontà di fondo e capire se è giusto condividerla o meno. In questo caso, sto dalla parte di De Laurentiis: tante volte, anche attraverso questi editoriali sono state sezionate e criticate scelte. Questa volta, dopo una riflessione complessa, sono approdato all'idea che è giusto provare a capire come andare avanti, come non archiviare la stagione. Aspettiamo che passi il picco, che passi la parte più acuta della pandemia: poi, torniamo in campo. Senza voglia di festeggiare, per salvare il salvabile. Mutualità per le altre leghe, quel che resta della regolarità di un campionato, l'assegnazione della Coppa Italia e poi anche delle Coppe Europee. Il calcio deve essere un segnale, forse uno dei più importanti per dimostrare all'Italia ed al mondo intero che il male sta per esser sconfitto, che bisogna prendere coraggio per ripartire. Perché sarà lì che si segnerà il gol più bello, quello della capacità di tornare ad una normalità, tanto vituperata fino a poche settimane fa, ma che ora è il bene più prezioso al quale anelare.

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