Stando agli ultimi sondaggi, il partito dell'autosufficienza sta perdendo voti, peso e percentuali. Nei giorni scorsi, la situazione sembrava questa in casa Napoli: prendiamo il terzino destro e siamo competitivi. Un indirizzo che sembrava certificato anche dalle parole di Ancelotti e di De Laurentiis negli interventi in comune degli ultimi giorni. Non serve il top player, siamo giovani ma possiamo lottare sui tre fronti fino ai mesi più caldi della stagione. Un indirizzo che è divenuto meno consolidato, però, col passare delle ore: Ancelotti non reclama pubblicamente, ma nelle segrete di Dimaro qualche spiffero è filtrato e la richiesta di numero nove con esperienza internazionale è arrivata, riaprendo il balletto di nomi, cifre e sogni.

IL PONTE TRA SOGNO E REALTÀ - Il profilo cercato da Ancelotti è chiaro: un attaccante centrale che sappia garantire 20/25 gol a stagione e che importi sul terreno di gioco quella capacità d'esser vincenti che il tecnico più decorato d'Europa vuol portare in seno alla stessa società. Il palmares dei Cavani, dei Benzema e dei Falcao induce a pensare automaticamente ad operazioni difficilissime già solo da ipotizzare. Si tratta di business che tra ingaggio e cartellino si aggirano attorno ai 100 milioni, la metà dell'ultimo fatturato del Napoli, un qualcosa che cozza anche con i limiti dello stesso fair play finanziario.

LA RIVOLUZIONE DI ADL - Troppo facile opporre l'operazione Ronaldo come contraltare: ancora più facile rispondere della differenza di gruppi, made soprattutto della differenza di possibilità. Sta di fatto che la rivoluzione di De Laurentiis si può effettuare con uno step manifestato dalle intenzioni di ADL: farsi trovare pronti alle occasioni di mercato anche attraverso le formule alla Ronaldo. De Laurentiis era pronto a prendere CR7 facendolo partecipare agli utili, significa che ha aperto una frontiera nuova di business in casa Napoli, cancellando quella rigidità contrattuale che, da sempre, ha distinto il modus operandi partenopeo. Se diritti d'immagine, bonus ed utili saranno materia flessibile, allora grandi operazioni non sono più un sogno, allora anche il grande nove desiderato da Ancelotti diventa un ponte molto più percorribile tra sogno e realtà.