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I veri rimpianti sono stati altri. Lavezzi, Cavani e Higuain: ancora oggi i tifosi del Napoli ricordano con nostalgia le loro gesta partenopee e quasi tutti avrebbero visto con entusiasmo il loro ritorno in maglia azzurra.

Ma oggi, al termine di questa stagione complessa e deludente, De Laurentiis potrebbe vendere chiunque, senza che qualcuno possa puntargli il dito contro ed accusarlo di aver indebolito la squadra. Dispiace dirlo, soprattutto per atleti-simbolo come Callejon e Koulibaly, ma anche per loro due non ci si strapperà i capelli nel vederli andar via con la cartolina del Vesuvio stagliata alle spalle.

Dopo rispettivamente sette e sei anni, con due coppe Italia ed una Supercoppa in bacheca oltre a quello scudetto afferrato in una notte di aprile del 2018 all’Allianz Stadium e poi “scippato”, come dice De Laurentiis, appena una settimana dopo. Dispiace dirlo, ma se ne andranno quasi in sordina, perché anche loro hanno fatto parte della stagione più difficile e contraddittoria dell’epoca De Laurentiis e che solo grazie a Gattuso si sta concludendo con il massimo della resa: chi l’avrebbe mai detto quella notte del 10 dicembre, che un Napoli ormai in frantumi, avrebbe vinto la Coppa Italia, si sarebbe garantito l’accesso alla fase a gironi di Europa League e l’8 agosto andrà pure a sfidare il Barcellona per l’accesso ai quarti della Champions League?
Non lo avrebbe detto nessuno e non per sfiducia nei confronti di un gruppo costruito con l’obiettivo di contendere lo scudetto alla solita Juventus, ma perché il ciclo cominciato con Benitez e proseguito con Sarri, era durato troppo a lungo e nemmeno uno esperto come Ancelotti era riuscito a tenere unito uno spogliatoio saturo e dilaniato. Il Napoli ora ha bisogno di un repulisti e rigenerarsi con un gruppo di atleti nuovi, sui quali Gattuso potrà lavorare nella maniera ottimale, cesellando la squadra a seconda delle caratteristiche di atleti che saranno animati dal desiderio di ottenere il massimo indossando la maglia azzurra.

Non ce ne vogliano tutti quelli che sono a fine corsa, come Karnezis, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Milik, Callejon, Llorente e Younes o chissà quanti altri oltre loro, il popolo di Napoli li ringrazierà per quanto di buono fatto nel corso di questi anni partenopei e li perdonerà per il di più che non avranno dato. Ma per tutti loro, zero lacrime o rimpianti.