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Sofyan Amrabat rappresenta, in questo momento, lo stato del Napoli sul mercato, il peso del club, il suo modello di gestione, il grado della sua capacità di imporsi anche con calciatori importanti ma non affermati sul panorama nazionale ed internazionale. Perché la trattativa tra Napoli ed Hellas Verona era già bella che confezionata, perché l'accordo già c'era, perché il giocatore aveva dato il suo assenso, perché è bastato l'inserimento di due club che non hanno neppure fatto una corte disperata a cambiare lo scenario.

CLAUSOLE E POSTILLE. Il pomo della discordia sembra esser quello della clausola rescissoria che il Napoli vuol porre: vicina ai 100 milioni e che il calciatore ha rifiutato, anche per non sentirsi vincolato in modo eccessivo. Ed è qui che entra in gioco la questione del modello di gestione: il Napoli, da sempre, ha portato avanti contratti fatti di clausole e postille molto complesse, che spesso hanno portato anche a trattative saltate per una questione di dettagli. I risultati sono stati, comunque, dalla parte di De Laurentiis e delle sue idee. Quello che è accaduto quest'anno, quello che si prospetta con nuovi attori (da Commisso a Friedklin, passando per Percassi e dal rafforzamento di Suning), quello che è un modello che sta cambiando anche nel trattare con i calciatori, potrebbe segnare un'epoca, potrebbe sancire la necessità di continuare la crescita seguendo altri standard, anche fatti di rapidità e concessioni. Il Napoli non può permettersi, ad oggi, di perdere Amrabat a favore della Fiorentina se pensa di volersi mantenere al tavolo delle grandi, anche dopo una stagione sciagurata. Altrimenti, aver sfruttato la vacatio di tante squadre negli anni per affermarsi ad alti livelli rischia di lasciar spazio ai ricordi più che ad un futuro importante.