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Un'agonia, lenta, che distrugge, passo dopo passo, un percorso lastricato d'oro che aveva reso il Napoli una squadra che faceva paura: a tutti. Oggi, il Napoli è una squadra più forte nella rosa, con un monte ingaggi che, per la prima volta nella sua storia supera i 100 milioni. Ed è anche una squadra che viene vista come una di quelle con le quali fare punti è molto più che possibile. “Meritavamo di più” dicono quelli dell'Udinese, quelli che hanno giocato gran parte del secondo tempo belli serrati in area di rigore ed aspettando l'ennesimo regalo del Napoli, con l'apertura di qualche corridoio: tanto, prima o poi arriva lo spazio lasciato dal Napoli, lo sanno tutti.

ABOMINIO - Quello che sta andando in scena, è uno scempio. Una squadra che copre male gli spazi, che prende costantemente gol in ripartenza da propria palla inattiva, che ha un centrocampo con Fabian e Zielinski assolutamente impresentabile per tenuta difensiva. Insigne svilito, Lozano svilito: nel secondo tempo una squadra che, come ha spiegato il suo allenatore, ha come mantra quello del fraseggio, vede come unico schema la palla su Llorente. Quest'immagine è l'epilogo, già scritto da tempo, più triste dell'avventura, finora sportivamente drammatica, di Ancelotti a Napoli. Questa azzurra cancella, molto più di Monaco di Baviera, quell'aura (illuminata da una larga parte di stampa amica e compiacente) di infallibilità di un tecnico che, semplicemente, si è perso, smarrito, che non sa più che pesci prendere, invischiato in dinamiche che lo portano lontanissimo dall'essere l'allenatore che fu. Vedere questo Napoli è un abominio sportivo, una tristezza per chi ha amato (e non solo tra i tifosi del Napoli) quel giocattolo perfetto che era questa squadra qualche anno fa.

RIDIMENSIONAMENTO - De Laurentiis, non tamponando questa emorragia ma tenendo in vita il malato artificialmente, non fa altro che aumentare il ridimensionamento già in atto del suo club. Serve un repulisti completo, che preveda l'addio anche di un direttore sportivo, Giuntoli, che non si è mostrato in grado di gestire la situazione da quando la stessa è collassata dal 4 novembre scorso. Martedì, il Napoli passerà il turno di Champions: stando alle carte del contratto di Ancelotti rivelate dal Fatto Quotidiano, ci sono 200.000 euro che finiranno, per questo passaggio del turno, nelle tasche del tecnico. Mentre la nave affonda, il comandante brinda.