Le critiche le sento ancora le critiche, quelle che arrivano dai salotti importanti, quelle che sono arrivate anche nella serata di ieri: 'Il Napoli salvato da Insigne'. Alle volte mi sembra di vivere una realtà parallela, come se esistesse un universo diverso dal nostro regolato da un punto fisso: il Napoli può solo vincere e deve farlo giocando come se i suoi calciatori avessero tre piedi per regalare uno spettacolo fuori dal concepibile. Solo così si può leggere una frase come quella ascoltata più volte dell'Insigne salvatore, manco fossimo in periodo pasquale. Che poi, la domanda che nascerebbe piuttosto spontanea dovrebbe essere: e l'Inter? Dopo quattro giornate a -5 dal Napoli e potenzialmente a -8 dalla Juventus. Cioè la grande candidata, almeno stando ai soloni a combattere CR7 & soci può dire addio tra poche ore alla rincorsa scudetto, perché la storia insegna che 8 lunghezze alla Juventus non le recuperi nemmeno con i panzer in campo.

GRIGLIE ED OBIETTIVI - Insomma, questa stagione ci ha messo anche molto meno del previsto a decretare che le griglie sulla forza delle squadre in avvio di stagione sono ottime per ritrovare il buon umore dopo una giornata difficile. Con coerenza, invece, dopo la sconfitta di Genova, da questo e da altri osservatori, chi vi scrive ha sommessamente sottolineato che il Napoli era ed è assolutamente in linea con i suoi obiettivi. Bisogna esser lì a ridosso della Juve, non sconfinare oltre il terzo posto, cercando di trovare un gioco che dia agli elementi più talentuosi della rosa la possibilità di esaltarsi in un percorso che vuol essere lungo in campionato ed in Europa. Così si spiegano i cambi nell'undici base, così si spiega che non è Insigne a salvare il Napoli ma il lavoro settimanale a mettere nelle condizioni Lorenzo di partire da una posizione diversa e di mettere dentro il gol vittoria. Inoltre, sempre sommessamente, continuo a pensare che il Napoli sia la squadra più accreditata per il secondo posto in classifica.

GIARDINO DI CASA - Martedì si torna in campo, a Belgrado, al bollente Marakanà. Già si parla del ritorno in campo di Albiol, Milik e forse dello stesso Verdi dal primo minuto. Le prime gare di campionato hanno mostrato un indirizzo preciso: per Ancelotti si parte con un undici che ha determinate caratteristiche, per poi virare su altre a gara in corso sfruttando la panchina e non facendo leggere la partita al tecnico avversario. Una grande virtù che troverà spazio anche nel giardino di casa di Carlo da Reggiolo: in quella Champions vinta tre volte come altri pochissimi eletti sul pianeta.