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È cambiato il prefisso per chi chiama da fuori Napoli. Infatti non bisogna mettere più 081 ma 04. Sì perché è questo il passo della squadra di Spalletti lontano dal Maradona. Dopo le quattro pappine rifilate all'Udinese ha fatto la stessa cosa anche in casa della Sampdoria. Totale delle ultime due trasferte consecutive? Otto gol fatti, nessuno subito e vetta della classifica. Venghino signori venghino alla fiera del bel calcio. Non ce ne voglia nessuno ma se si vuole vedere una partita di pallone vero divertendosi bisogna scegliere gli azzurri chiunque sia l'avversario di turno. L'ultima giornata di campionato, la quinta, ha evidenziato che in testa alla classifica c'è meritatamente un team che sta dettando legge tecnicamente, tatticamente e anche a livello realizzativo. Certo, si sono riprese le milanesi, la Roma ha battuto l'Udinese soffrendo e la Juve ha vinto lo scontro diretto salvezza con lo Spezia, ma per il momento lo show sta di casa al Napoli.

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Magari con il passare delle giornate questa qualità sparirà ma meglio godersi l'attualità e ammettere che la Spalletti band sta facendo di nuovo innamorare la gente del mondo della pelota. È una bella responsabilità per Lucione ma la differenza con i colleghi Mourinho e Allegri si vede eccome. Poi magari conta sempre la legge del risultato. Che basta vincere poi tutto il resto è relativo. Ma se ci si può esaltare con giocate straordinarie e reti di un certo spessore ben vengano i successi partenopei.

Spalletti, comunque, non si esalta. Conosce molto bene i meandri del calcio italiano. E quindi si è limitato a dire che mancano 72 punti per conquistare un posto in Champions. Di scudetto meglio non parlarne. Non certo per scaramanzia. Ma per il fatto che il torneo è lungo e anche la Signora, che vivacchia nelle zone basse della graduatoria, può risalire. I tre punti con lo Spezia sono stati importantissimi per il mondo bianconero. Allegri si è messo al riparo da un po' di problemi. Certo è che a parte inverse per Spalletti non ci sarebbe stata vita lunga. Se Lucianone avesse avuto lo stesso rendimento di Max a quest'ora in tanti avrebbero chiesto la sua testa. Ma è così che va. Basti pensare come sia stato tutelato Pirlo l'anno passato rispetto a Gattuso. Ringhio, dopo il ko in casa del Verona, è stato attaccato anche a livello personale mentre il suo amico campione del mondo ha avuto giusto qualche bacchettata.

Intanto Spalletti sta provando a far diventare bomber Osimhen. L'attaccante nigeriano ha segnato altri due gol che uniti alla doppietta di Leicester e alla rete con l'Udinese fanno cinque griffe in tre partite consecutive. È imprendibile Victor. Un nome, una garanzia. C'è un vento d'Africa alle pendici del Vesuvio che può far sognare in grande i napoletani. Sì perché oltre ad Osimhen c'è anche il signor Anguissa che sta facendo la differenza. Il centrocampista del Camerun è un body guard del suo reparto. Non si passa dove c'è lui. I doriani hanno provato a trovare varchi senza “green pass” ma si sono dovuti arrendere. Non ha sbagliato un intervento l'ultimo arrivato da Spalletti. Con solo cinquecentomila euro di prestito il Napoli ha trovato l'elemento che mancava in un centrocampo ricco di qualità e quantità. Con lui fa la differenza anche Fabian. Che è già a quota due gol. Peccato per quel palo con l'Udinese altrimenti era anche lui il cannoniere azzurro in questo momento. Ma c'è tempo per esultare ancora...