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Benedetta primavera. Gode Gennaro Gattuso per la seconda vittoria consecutiva in trasferta del suo Napoli. Dopo aver sconfitto il Milan a San Siro, Ringhio si è tolto la soddisfazione di battere anche la Roma all'Olimpico. Passano a cinque i risultati utili consecutivi. Se non fosse stato per quel pareggio a tempo scaduto con il Sassuolo (un mezzo regalo dell'arbitro Marini di Roma), a quest'ora la squadra azzurra avrebbe incassato 15 punti su 15. Ma va bene anche così. Se il buon Rino si guarda intorno si rende conto che sta facendo davvero molto bene rispetto a qualche collega che si è seduto in una Ferrari senza aver mai guidato neanche una Cinquecento. È stato tartassato, bacchettato, criticato, messo alla gogna per aver attraversato un momento molto difficile per colpa dei tanti infortuni. Ma non appena ha recuperato un bel po' di elementi è cambiata la storia. Ha cominciato a macinare successi e soprattutto gioco il team partenopeo. Ma i detrattori del tecnico calabrese, per evitare di fargli i complimenti, lo accusano di essere uscito troppo presto dalla lotta per lo scudetto. Vien da ridere.

E allora cosa dovrebbe dire la Juventus per il flop di Andrea Pirlo? Il ko casalingo con il Benevento ha mostrato le peculiarità di un gruppo che quando non gira Cristiano Ronaldo non sa vincere. I sanniti hanno giocato una partita perfetta e nessuno accampi scuse per il rigore non fischiato da Abisso di Palermo su Chiesa. Foulon è scivolato sull'ex Fiorentina e il fischietto siciliano ha giustamente fatto proseguire. Un plauso a Paratici che non ha voluto tirare in ballo l'episodio mentre l'allenatore ha pensato opportuno di prendersela con la squadra. È troppo facile scaricare le colpe su chi non sa cosa deve fare quando di fronte c'è un'avversaria ben messa in campo e capace di piazzare il colpo al primo errore dei bianconeri. Ma Pirlo è Pirlo mentre Gattuso deve sempre pagare lo scotto dell'uomo del Sud. Di quello che si deve sudare le cose per ottenerle.

Corre, dunque, il Napoli verso la Champions. I punti di distacco da Atalanta e Juventus sono due mentre dal Milan secondo in classifica è distante sei lunghezze. Il Diavolo anche stavolta è stato spinto verso il successo. Per informazioni chiedere a Giancarlo Antognoni. Il dirigente della Fiorentina si è fatto sentire al termine dell'incontro perso con i rossoneri. È netta la spinta di Ibrahimovic su Pezzella in occasione del gol di Zlatan. E poi c'è il cambio del fallo laterale da dove è nata l'altra rete dei meneghini. Quando Pasqua di Tivoli ha detto no anche al Var per il penalty richiesto da Mazzoleni per il tocco di Bakayoko su Theo Hernandez tutti a dire che il direttore di gara era nato a Nocera Inferiore e quindi era stato di parte. Adesso nessuno evidenzia il fatto che Guida è di Torre Annunziata. Avrebbe potuto penalizzare il Milan per la sua vicinanza a Napoli città e non lo ha fatto. Quindi, meglio tacere e andare avanti. Perché se ci concentriamo sui favori stagionali non c'è classifica che tenga. A buon intenditor...

Adesso c'è la sosta. Alla ripresa il Napoli dovrà affrontare in una settimana Crotone, Juventus e Sampdoria. Un altro trittico di gare che dovrà essere gestito nel migliore dei modi da Gattuso. Ormai i big sono tornati. Basti pensare a quanto sia mancato Mertens a Rino nel periodo buio degli infortuni. Il belga ha dimostrato contro la Roma come può far male agli avversari grazie alle sue qualità.

È naturale, poi, che se Zielinski fa il fenomeno tutto diventa più facile. Il polacco danza sul pallone, quando è lui ad impostare non c'è nessuno che lo riesce a fermare. È naturale, poi, che servono anche le caratteristiche di Demme e la tecnica di Fabian. La difesa, a parte qualche errore di Koulibaly, rischia veramente poco. I reparti sono legati e molto corti. E il merito è sicuramente del lavoro di Gattuso non certo è opera dello Spirito Santo...c