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È tornato a correre il Napoli. E lo ha fatto nella giornata (la trentesima) dove tutte le concorrenti alla zona Champions hanno vinto. Bello il successo in casa della Sampdoria. Fabian e Osimhen hanno permesso agli azzurri di rialzarsi subito dopo la sconfitta con la Juventus. Il ko di Torino sarebbe potuto costare caro ma così non è stato. Grazie ad una prestazione importante sono venuti fuori i valori qualitativi degli uomini di Gattuso. Che se avesse potuto parlare sicuramente si sarebbe dato un bel sette in questa stagione. E non di stima... Ma meritato. Un voto che potrebbe alzarsi nel caso in cui arrivasse quarto.

È stato messo in croce il tecnico calabrese. Quando i risultati non arrivavano nessuno metteva mai in conto le tante assenze del momento. Ad un certo punto, uno dietro l'altro, Ringhio ha perso gran parte degli elementi della rosa. Soprattutto in attacco c'è stata una carneficina. Invece di essere sostenuto è stato mandato al macello mediatico. E qualche colpa ce l'ha anche De Laurentiis. Che dopo il ko con il Verona contattò il mondo per poter cambiare allenatore. Poi le cose sono cambiate, i risultati sono arrivati e tutti a risalire sul carro dei vincitori. Ma ci sta, fa parte del gioco. Sarebbe stato opportuno dare degli alibi così come è stato fatto con il Maestro Pirlo. Che è sì stato messo in discussione ma non come il suo amico Gattuso. «Mi do un sei di stima», ha evidenziato il bianconero dopo la vittoria contro il Genoa. Diciamo che si è mantenuto un poco alto visto il rendimento della sua Juventus. Ma meglio essere ottimisti che pessimisti. Di certo il gesto di Ronaldo che getta via la maglietta a fine partita non lo doveva giustificare. Anche perché aveva punito Dybala, Mckennie e Arthur per il festino di una settimana fa. Ma Cristiano è Cristiano. Figurarsi se Pirlo si permette di pensare solo minimamente ad un'ammenda o un'esclusione nella prossima partita.
Il Napoli, dunque, resta attaccato al treno Champions. Eppure la vittoria sarebbe potuta sfumare con la Samp se il Var stavolta non avesse funzionato. Aureliano ha dimostrato al suo collega Di Paolo (quello del rigore negato a Zielinski allo Stadium) che cosa significa aiutare l'arbitro in campo. Valeri aveva assegnato il gol a Thorsby, ma l'occhio vigile delle telecamere ha evidenziato il fallo di Keita su Ospina. Sarebbe stato un errore imperdonabile non annullare la rete ma fortunatamente Aureliano si è guadagnato il gettone ridando regolarità alla sfida di Marassi. Poi gli azzurri hanno chiuso l'incontro con il sigillo di Victor Osimhen. La prestazione del nigeriano a Genova aumenta il rammarico per non averlo potuto avere per gran parte della stagione. Fosse stato sempre bene come Lukaku, forse a quest'ora il Napoli avrebbe già messo in cassaforte la qualificazione Champions. Ed, invece, deve ancora dannarsi per poter arrivare almeno al quarto posto.

Di certo, le prossime due gare casalinghe diranno la verità sul futuro dei partenopei nella grande Europa. Contro Inter e Lazio allo stadio Maradona non si dovrà sbagliare come all'andata. Gattuso ha un conto aperto con i nerazzurri visto che al Meazza perse immeritatamente. A mettere la gara in discesa per i meneghini ci penso l'arbitro Massa di Imperia. Che prima si complimentò con Insigne e poi lo espulse perché protestò per un rigore dubbio che regalò il successo ai padroni di casa. Nonostante l'inferiorità, il Napoli continuò a giocare bene e sfiorò per un soffio il pareggio. Che sarebbe stato il giusto premio per una squadra capace di esprimere un bel calcio. Un bel calcio che poi sparì la giornata successiva all'Olimpico contro i biancazzurri. Quale migliore occasione, dunque, per riprendersi i punti persi e sognare ancora l'obiettivo Champions.