La verità è sempre nei numeri. Perché i numeri sono quelli che sostanziano le idee, i sogni, le possibilità. La rosa della Juventus è costata 448 milioni di euro, quella del Napoli 204. Il monte ingaggi della Juventus è di 164 milioni di euro, quello del Napoli sfiora gli 80. La Juve, è davvero semplice capirlo, vale più del doppio del Napoli. Questo dislivello, in campo, si traduce sempre in qualcosa di terribilmente concreto: dal Manchester City al Barcellona, passando per PSG e Bayern Monaco chi ha speso di più ha fatto il vuoto nei rispettivi campionati, staccando anche storiche corazzate oltre a lasciare le briciole alle formazioni medio-piccole (per conferma basta consultare i dati CIES, l'Osservatorio europeo sul calcio). Anche in Italia questo sarebbe successo già da tempo: la Juventus, guardando alla scorsa stagione, dopo 24 giornate aveva 60 punti, oggi ne ha 62. Nello scorso campionato, con quello score aveva 7 punti di vantaggio sulla seconda, oggi potrebbero essere almeno 9: la classica ipoteca sullo scudetto.

PER FORTUNA CHE CI SEI - Così non è perché c'è una squadra che ha 12 punti in più dello scorso anno, che ha subito 11 gol in meno, che è diventata materia di studio per la bellezza del suo calcio in tutte le aule dove si studia questo magnifico sport, l'unica che ha reso la Serie A un campionato che val la pena guardare anche all'estero. Ricordando sempre e con grande attenzione la premessa economica, quella che la Juventus vale più del doppio del Napoli, allora il senso di questa impresa sportiva è immenso. Un'impresa fatta finora che, però, non è un miracolo. Ed è per questo bisogna riflettere sull'ultimo punto: le energie di cui hai bisogno per quello che stai facendo non sono illimitate, anche le energie si pagano: in euro che poi si traducono nella capacità, soprattutto mentale, di reggere la pressione.

SARA' UN NAPOLI EUROPEO - La conclusione è presto tratta: con quelle differenze economiche e provando, con ogni energia, a vincere lo scudetto le altre competizioni sono da onorare ma non possono essere prioritarie. Lo switch off, anzi, è quasi inevitabile. Non è, però, definitivo: se la società continuerà a crescere ed a mantenere motore e telaio intatti ma solo migliorando l'impianto complessivo, la vettura Napoli dal prossimo anno viaggerà spedita anche per il continente, spegnendo queste antipatiche e frettolose voci di queste ore che cercano di sminuire il senso dell'impresa fatto finora e che Sarri e la sua banda porteranno avanti fino al prossimo maggio. Anche perché, in fondo, alla luce dei conti, è la Juve a dover dimostrare qualcosa anche in Europa: non il Napoli.